Repubblica Napoli: «Napoli, mercato chiuso nel segno dell’austerity: niente acquisti. Ora Allegri deve dimostrare che la squadra è da scudetto»
Il mercato estivo è finito e il Napoli non ha cambiato strategia neppure dopo lo stop di Scott McTominay. Nessun acquisto nelle ultime ore, una plusvalenza da 26 milioni ottenuta attraverso la cessione di Gutierrez e un monte ingaggi alleggerito dalla partenza di Lukaku. Repubblica Napoli analizza una sessione condotta seguendo fino in fondo la linea dell’austerity decisa dalla società.
Una scelta coerente con le esigenze di bilancio ma inevitabilmente coraggiosa sul piano sportivo. Adesso sarà Massimiliano Allegri a dover dimostrare che il Napoli può davvero competere con la rosa attuale.
Napoli, prima i conti e poi il mercato
Repubblica Napoli ricorda come non sia la prima volta che Aurelio De Laurentiis antepone le esigenze economiche a quelle tecniche. Era già successo nel gennaio 2025, quando Kvaratskhelia fu ceduto al Psg mentre la squadra era in piena corsa per lo scudetto e senza che arrivasse un sostituto.
Quell’operazione contribuì a ridurre un passivo che altrimenti sarebbe stato a tre cifre, portandolo a un rosso più gestibile di 30 milioni. Antonio Conte riuscì comunque a condurre il Napoli allo scudetto.
Questa volta il compito affidato ad Allegri viene considerato ancora più complicato: il campionato è appena cominciato e gli azzurri, dopo 180 minuti, si trovano già al decimo posto. Il Napoli ha conquistato un sofferto successo a Genova prima di perdere in casa contro il Como.
E sabato arriva subito il confronto con l’Inter.
L’austerity decisa già a giugno
La strada era stata tracciata in estate. Per Repubblica Napoli, il Napoli aveva scelto di contenere le spese già a giugno, quando Conte aveva lasciato rinunciando a 8 milioni.
Il quotidiano sottolinea come il suo addio sia stato differente rispetto a quelli degli altri allenatori che avevano precedentemente lasciato Napoli: Mazzarri andò all’Inter, Benitez aveva il Real Madrid, Sarri il Chelsea e Spalletti la Nazionale. Conte, invece, ha preferito fermarsi.
Secondo l’analisi di Repubblica Napoli, il tecnico riteneva che il ciclo della squadra fosse vicino alla conclusione e sarebbe stato maggiormente attratto dalla possibilità di avviare una rifondazione puntando sui giovani.
De Laurentiis sceglie la vecchia guardia
La posizione di Aurelio De Laurentiis era differente. A fine maggio il presidente aveva dichiarato: «Questo gruppo avrebbe rivinto lo scudetto, senza infortuni».
Da qui la decisione di proseguire con buona parte della vecchia guardia e affidarla ad Allegri, considerato l’uomo giusto per gestire il gruppo e provare a ricavarne ancora il massimo.
Saranno inevitabilmente i risultati a stabilire quale delle due valutazioni fosse corretta.
L’inizio, sottolinea Repubblica Napoli, non ha cancellato gli interrogativi: vittoria sofferta a Genova e sconfitta contro il Como, con diversi senatori che non hanno brillato e un 4-3-3 che finora non ha dato le risposte attese.
De Laurentiis e il nodo delle infrastrutture
Nell’analisi trova spazio anche la situazione economica e strutturale del club. Secondo Repubblica Napoli, il calcio è cambiato e la mancata scelta di investire nelle infrastrutture starebbe presentando il conto a De Laurentiis, costringendo il Napoli a tornare alla tradizionale ricerca delle plusvalenze.
Una prudenza economica che il quotidiano considera comprensibile anche alla luce del fallimento del 2004, ma che dovrebbe essere accompagnata da una comunicazione coerente sulle difficoltà.
In questo quadro vengono ricordati sia il messaggio del presidente «Ci manca solo la vittoria della Champions…», sia la faraonica offerta americana da 2,2 miliardi per l’acquisto della società, che secondo il quotidiano non sarebbe mai stata ufficialmente smentita.
Il Napoli è convinto di essere già forte
All’interno della società, però, la convinzione resta precisa: questa squadra è competitiva anche senza ulteriori interventi sul mercato.
È un pensiero che, secondo Repubblica Napoli, accomuna De Laurentiis, l’amministratore delegato Chiavelli, il direttore sportivo Manna e gli stessi giocatori.
Anche Allegri si è fatto interprete pubblicamente di questa linea con un concetto molto chiaro: «Stiamo bene così».
La chiusura del mercato senza ulteriori acquisti, persino dopo lo stop di McTominay, rappresenta la conseguenza più evidente di questa convinzione. Adesso, però, non resta che verificarla sul terreno di gioco. Il Napoli si considera da scudetto e toccherà ad Allegri dimostrare che la scelta dell’austerity non ha ridimensionato le ambizioni della squadra.
