Repubblica Napoli: «Corbo: “Le carenze di un club che ha perso un’estate senza parlare di calcio”»
La vittoria del Como al Maradona va oltre il semplice risultato. Da una parte c’è una squadra che Antonio Corbo su Repubblica Napoli considera già proiettata nel futuro del calcio italiano, dall’altra un Napoli che paga le conseguenze di un’estate trascorsa senza intervenire adeguatamente sulle carenze della rosa.
Il Como rappresenta, nell’analisi di Corbo, un modello per la valorizzazione dei giovani, per la capacità di trasmettere un’idea precisa di calcio e per la volontà di trattenere i propri talenti. Il Napoli, invece, nonostante un finale generoso nel quale ha sfiorato il pareggio, esce dal Maradona con interrogativi che coinvolgono squadra e società.
Corbo: «Incomprensibile il disimpegno della società»
I 45mila del Maradona hanno continuato a sostenere la squadra anche dopo una prestazione deludente. Antonio Corbo su Repubblica Napoli individua proprio nei tifosi i veri protagonisti del centenario appena celebrato, mentre è molto più severo nei confronti della gestione societaria.
Secondo Corbo, dopo gli errori manageriali del biennio dello scudetto e davanti ai primi segnali negativi nei bilanci, il Napoli avrebbe cambiato improvvisamente strategia senza considerare le esigenze di una squadra già indicata come la più anziana del campionato.
Il problema, nell’analisi del giornalista, è aver proseguito sostanzialmente con gli uomini già presenti senza intervenire adeguatamente nei ruoli maggiormente usurati.
Da Di Lorenzo ad Anguissa: i problemi della rosa
Repubblica Napoli passa quindi in rassegna alcune delle criticità. L’infortunio di Buongiorno ha aperto spazio a Rafa Marin, mentre Corbo descrive Di Lorenzo come un grande capitano, ma anche come un giocatore apparso stanco.
In difficoltà anche la tradizionale catena di destra con Politano, mentre a centrocampo viene evidenziata l’assenza di una vera alternativa ad Anguissa.
Problemi anche sulla corsia opposta. Olivera viene indicato tra i protagonisti negativi dell’avvio contro il Como, con la squadra di Fabregas capace di sfruttare proprio le difficoltà degli esterni azzurri.
Fabregas sfrutta le debolezze del Napoli
Il Como, secondo Antonio Corbo, ha preparato la partita andando esattamente dove il Napoli mostrava maggiori fragilità.
Fabregas ha puntato sulla sintonia tra Diao e Baturina, capaci di mettere in difficoltà Olivera e Di Lorenzo portandoli fuori posizione. Da questa situazione è arrivato anche il primo gol degli ospiti.
La risposta migliore del Napoli è stata quella di Hojlund, autore del momentaneo pareggio con una giocata che Corbo definisce da grande attaccante per ingegno, forza e capacità tecnica.
La speranza azzurra è durata poco. Il secondo gol del Como è arrivato dopo un altro pasticcio difensivo, con Anguissa coinvolto nell’azione che ha mandato nuovamente in difficoltà il reparto arretrato.
Corbo: «Ripartire dal basso chiede piedi sapienti»
Nel mirino finisce anche la costruzione dal basso. Antonio Corbo su Repubblica Napoli sottolinea come questo tipo di sviluppo richieda precise qualità tecniche, individuando difficoltà in Meret e Rafa Marin.
Da qui nasce anche un altro interrogativo legato a Buongiorno e ai tempi del suo recupero.
Corbo non risparmia neppure Allegri, pur attribuendogli una sola responsabilità: continuare a dichiararsi soddisfatto della rosa. La speranza espressa nell’editoriale è che le parole dell’allenatore siano funzionali ad aiutare la società verso un cambio di rotta.
Manna e De Laurentiis nel mirino
Le critiche si spostano quindi sulla dirigenza. Per Repubblica Napoli, il primo a dover segnalare le carenze della rosa avrebbe dovuto essere Giovanni Manna.
Il ragionamento coinvolge poi Aurelio De Laurentiis e Andrea Chiavelli. Corbo contesta soprattutto le priorità mostrate durante l’estate, nella quale il dibattito si è concentrato su numerosi temi esterni alle necessità tecniche della squadra.
Stadio, divise, centro giovanile, striscioni e rapporti con la politica hanno occupato la scena, mentre secondo Antonio Corbo sarebbe mancata una discussione altrettanto concreta sulla necessità di costruire una squadra più giovane, capace di segnare maggiormente e concedere meno.
Il calendario, intanto, non concede molto tempo per trovare risposte. Il prossimo avversario del Napoli sarà l’Inter campione d’Italia.
