Famiglie dei bimbi cardiopatici in protesta: ‘Oppido deve restare intatto al Monaldi’

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Magliette bianche davanti all’ospedale: “Stop alla gogna mediatica”

Napoli, 15 marzo 2026. Questa mattina, il piazzale dell’ospedale Monaldi è stato colorato da una distesa di magliette bianche, adornate da un cuore rosso, simbolo di un’importante manifestazione. Decine di genitori, nonni e familiari di piccoli pazienti affetti da cardiopatie congenite si sono uniti in un sit-in spontaneo per protestare contro la possibile chiusura del reparto di cardiochirurgia pediatrica e per esprimere il loro sostegno al dottor Guido Oppido, primario in carica.

La manifestazione ha avuto un duplice obiettivo: da un lato, testimoniare la solidarietà nei confronti del medico, e dall’altro, chiedere la salvaguardia di un reparto considerato vitale per tutto il Mezzogiorno. “Oppido non si tocca” è stato lo slogan che ha riecheggiato tra i partecipanti, evidenziando il forte legame di fiducia tra i medici e le famiglie dei pazienti.

Un momento critico per il reparto

Questa mobilitazione avviene in un momento di forte tensione per il presidio ospedaliero, a seguito della tragica scomparsa di un piccolo paziente, Domenico Caliendo, avvenuta il 21 febbraio durante un trapianto di cuore. Nonostante il profondo dolore per la perdita, le famiglie presenti hanno deciso di opporsi a ciò che definiscono una “gogna mediatica” contro il dottor Oppido e il suo team, sottolineando l’importanza di mantenere alta l’attenzione sugli aspetti positivi delle cure ricevute.

«Siamo qui per testimoniare la bravura e l’umanità del dottor Oppido e chiedere la continuità dell’assistenza al Monaldi» affermano le mamme, con un forte senso di unità. «La magistratura farà il suo corso e stabilirà le responsabilità, ma oggi qui ci sono i figli di Oppido: vite che erano date per spacciate e che lui ha salvato», hanno continuato, esprimendo la loro gratitudine per il lavoro svolto dal primario e dal suo team.


L’importanza del reparto Monaldi

Il reparto di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi non è solo un’istituzione sanitaria, ma rappresenta anche un’importante risorsa per il Sud Italia, dove gestisce le situazioni più complesse in questo ambito. Le famiglie che hanno partecipato al sit-in hanno espresso la loro preoccupazione riguardo al possibile impatto delle polemiche e delle indagini sull’attività del centro. La paura più grande è che questa situazione possa interrompere le cure salvavita per migliaia di bambini.

Durante il sit-in, è stata creata un’atmosfera di supporto e riconoscenza. Le mamme hanno anche videochiamato il dottor Oppido, ricevendo una risposta toccante: «Grazie, vi voglio bene». Questo momento ha messo in evidenza non solo la professionalità del medico, ma anche il forte legame umano che esiste tra lui e le famiglie dei pazienti. Il suo approccio, quindi, va oltre le cure mediche, diventando un riferimento emotivo per tutti.

Le famiglie chiedono con forza che le istituzioni sanitarie regionali non smantellino quello che definiscono «un fiore all’occhiello del sistema sanitario campano». È essenziale garantire continuità assistenziale a tutti i pazienti in attesa di trattamenti vitali, affinché nessun bambino venga privato delle cure di cui ha bisogno.


In conclusione, la mobilitazione di oggi dimostra la determinazione delle famiglie e l’importanza del dottor Oppido e del suo team nel panorama sanitario del Mezzogiorno. Le famiglie non solo vogliono il giusto processo per Domenico e il riconoscimento delle responsabilità, ma sono anche combattive per il futuro del reparto, affinché possa continuare a rappresentare una speranza per tanti bambini e le loro famiglie.

Per ulteriori informazioni, consultare le fonti ufficiali come il sito dell’Azienda Ospedaliera dei Colli e il Ministero della Salute.

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