Caso Monaldi: l’avvocato Petruzzi denuncia, “dal 2021 solo due trapianti effettuati”
Il legale della famiglia denuncia la scarsa esperienza dell’equipe
a cura di Rossella Strianese lunedì 16 febbraio 2026 alle 15:50
Un Caso Sconcertante: Il Trapianto di Cuore a Napoli
Napoli – Il caso del bambino di due anni che ha ricevuto un organo inadatto all’ospedale Monaldi sta generando preoccupazione e interrogativi. Secondo l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, emergono dettagli inquietanti che spostano l’attenzione non più solo sull’incidente tecnico ma anche sulla competenza del team medico. Le indagini difensive rivelano che l’attuale équipe di cardiochirurgia pediatrica ha eseguito solo due trapianti dal 2021 a oggi, uno dei quali ha avuto esito infausto.
Un Eccellenza in Declino? Storia e Dati Attuali
L’ospedale Monaldi ha storicamente rappresentato un punto di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica in Campania. L’avvocato Petruzzi sottolinea che l’eccellenza del Monaldi era legata a un team precedente, guidato dal dottor Carlo Vosa. “Dobbiamo verificare se l’attuale squadra, cambiata nel 2021, rispetti ancora gli alti standard di una volta”, afferma. Con soli due trapianti in tre anni, sorgono legittimi interrogativi sulla curva di esperienza dell’équipe, fondamentale in procedure di altissima complessità come i trapianti pediatrici.
In aggiunta, il caso si arricchisce di dettagli allarmanti riguardo alla fase di prelievo dell’organo. Secondo le rivelazioni del legale, ci sarebbero stati problemi con la strumentazione necessaria al momento della partenza da Napoli. Una dottoressa dell’équipe, infatti, avrebbe effettuato il viaggio a Bolzano senza il box refrigerante o senza ghiaccio adeguato. Se, come riferito, la strumentazione è stata fornita in emergenza dall’ospedale di Bolzano, resta comunque responsabilità del Monaldi assicurarsi che il materiale utilizzato per il trasporto fosse appropriato. Gli inquirenti stanno attualmente ispezionando un contenitore non auto-refrigerante.
Comunicazioni Nella Tempesta: Cosa È Accaduto alla Famiglia?
Oltre alle problematiche cliniche, il caso ha anche risvolti umani e deontologici pesanti. La madre del bambino ha raccontato di non essere stata informata in modo esaustivo riguardo al fallimento dell’organo: le è stato detto in maniera generica che “il cuore non prendeva a battere”, senza ulteriori dettagli sui danni fisici subiti durante il trasporto. A rendere ancora più drammatica la situazione è il gesto di una dottoressa che ha abbracciato la madre, dicendole a bassa voce: “Mi dispiace, ma non potevo parlare”.
Aggravando il quadro, le dimissioni improvvise di un medico della struttura avvenute il 29 dicembre, sei giorni dopo il trapianto e prima che la denuncia dei genitori diventasse nota, suscitano ulteriori dubbi. Secondo indiscrezioni, il professionista avrebbe affermato che “verrà il momento di parlare”. Questo elemento di mistero ha aumentato la preoccupazione della famiglia e degli inquirenti.
La Risposta della Direzione Sanitaria
In un contesto così delicato, la Direzione Sanitaria del Monaldi ha preso ufficialmente le distanze dall’équipe coinvolta. Durante un incontro con gli avvocati, i vertici dell’ospedale hanno smentito le affermazioni del team, che sosteneva di aver comunicato correttamente la situazione alla madre del bambino. La crescente frattura interna potrebbe rivelarsi fondamentale per l’inchiesta coordinata dal procuratore Nicola Gratteri, che sta seguendo il caso con attenzione.
Il legale della famiglia ha evidenziato delle preoccupazioni non solo per le condizioni cliniche del piccolo paziente, attualmente in terapia intensiva, ma anche per le procedure seguite dal team di medici. Si potrebbe infatti delineare un quadro di cattiva gestione e comunicazione, la cui rilevanza potrebbe avere conseguenze sia legali che professionali per i membri della squadra.
L’ospedale Monaldi, un tempo vanto della sanità campana, ora paga un prezzo alto a causa di queste accuse. Le indagini sono in corso, e la verità deve necessariamente emergere per garantire giustizia in un caso che ha toccato il cuore di molti, sollevando interrogativi cruciali sulla qualità della cura in contesti così delicati.
Fonti ufficiali citate in questo articolo includono documenti della Direzione Sanitaria del Monaldi e dichiarazioni pubbliche dell’avvocato Francesco Petruzzi.
Non perderti tutte le news su Napoli+
