L’Italia non c’è, rivoluzione in Turchia per ritrovare la strada maestra

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IPA88984609 – September 25, 2026, Roma, Roma, Italia: Gianluca Donnarumma of Italy during the 2026/27 UEFA Nations League football match between Italy and Belgium on September 25, 2026, at the Stadio Olimpico in Rome. (Credit Image: © Fabio Sasso/ZUMA Press Wire)

di Enrico Currò

ROMA (ITALPRESS) – Meglio concentrarsi sulla Turchia, perché la sconfitta all’Olimpico col Belgio, nella prima partita del nuovo ciclo di Roberto Mancini ct, è stata particolarmente dolorosa. Riconquistare i tifosi, già disillusi dalle tre mancate qualificazioni consecutive al Mondiale, sembra davvero come scalare l’Everest.

Il ct dispensa ottimismo e della metafora alpinistica prende la parte migliore: così sarà più bello, dice, quando saremo in cima alla montagna. Secondo la sua lettura, l’importante è che la Nazionale, con la consistente reazione all’inizio della ripresa, abbia saputo rimediare sul campo agli errori e si sia avvicinata al pareggio. In realtà l’analisi è solo in parte veritiera. Nel primo tempo l’Italia era stata annichilita soprattutto sul piano delle giocate. Poi i belgi hanno nuovamente accelerato con facilità, quando ne hanno avuto bisogno, issandosi sull’irraggiungibile 2-0. Mancini non si perde d’animo. Ritiene che sia solo questione di affiatamento di un gruppo che ha affrontato il debutto con appena due allenamenti a Coverciano. Ma la sensazione è che il ct non possa e non voglia giudicare la batosta romana con un metro troppo laico, per non scoraggiare la squadra.

Il dato oggettivo è che nella prima porzione della serata hanno dominato la scena De Bruyne e De Ketelaere, ben noti alla serie A in quanto leader tecnici di Napoli e Atalanta, e il giovane virtuoso del dribbling Godts, maglia numero 10, per il cui cartellino il Psg ha versato all’Ajax 55 milioni di euro. Nella sostanza ha vinto nettamente chi aveva i calciatori più forti: non ci si poteva inventare molto per cambiare il corso naturale degli eventi. L’esito del duello non è stato affatto sorprendente. Il risultato obbedisce alla logica tecnica e alla tendenza tristemente in corso da 6 anni.

La logica tecnica – che il primo tempo ha confermato con gli errori degli azzurri nei passaggi e nella fase difensiva, mentre i belgi hanno sfiorato almeno tre gol prima e dopo quello di Godts – era scritta in partenza dalle due formazioni. Van Bommel schierava giocatori tutti titolari nei rispettivi club, di Premier League, Ligue 1 e serie A, con l’eccezione proprio di Godts, che tuttavia è la stellina del Psg campione d’Europa. I frequentatori della Champions, da protagonisti, erano 5. L’altro goleador Lukébakio, entrato dalla panchina ha appena abbattuto il Milan col Benfica in Europa League.

Per Roberto Mancini le cose erano in apparenza simili. In realtà solo Donnarumma nel Manchester City è intoccabile, mentre Calafiori non lo è nell’Arsenal. Coppola è un comprimario nel Paris Fc, squadra non di vertice del campionato francese, Cambiaghi prova a farsi largo col Bologna e così Romano col Cagliari. Mancini, Di Lorenzo, perfino Barella, hanno vissuto momenti più scintillanti. Tonali è rimasto coinvolto nella crisi del Tottenham di De Zerbi. Pio Esposito e Kean sono ancora riserve nell’Inter e nel Como, per quanto di lusso.

Il contesto determina la tendenza dei risultati, oggettivamente triste. Dal 2021, ogni volta che ha affrontato un’avversaria di prima fascia, la Nazionale ha sistematicamente perso, quasi sempre in maniera netta anche nel gioco, salvo rarissime eccezioni come il 3-1 al Parco dei Principi con la Francia nel settembre 2024. L’elenco è eloquente. 2021: Spagna (1-2, Nations League). 2022: Argentina (0-3, Finalissima Europa-Sudamerica). 2023: Inghilterra (1-2, qualificazioni Euro 2024), Spagna (1-2, Nations League), Inghilterra (1-3, qualificazioni Europeo. 2024: Spagna (0-1, Europeo), Svizzera (0-2, Europeo), Francia (1-3, Nations League). 2025: Germania (1-2, Nations League), Norvegia (0-3, qualificazioni Mondiali, e 1-4, qualificazioni Mondiali). 2026: Belgio (0-2, Nations League).

Negli ultimi 6 anni l’Italia ha perso per ben 7 volte in casa, incluso lo 0-1 di Palermo nella semifinale dei play-off per il Mondiale in Qatar. Tra le certezze storiche del calcio italiano c’era che la Nazionale, in casa, non perdeva praticamente mai. Morale: la squadra si è abituata a perdere e i calciatori stessi non sembrano avere consapevolezza della gravità di questa assuefazione. Per fortuna Mancini appartiene a una generazione per la quale ogni eventuale sconfitta in maglia azzurra era da vivere con una certa vergogna, soprattutto se avveniva entro i confini. Ma trasmettere questo sentimento agli azzurri di oggi è diventato evidentemente difficile. Chissà che Turchia-Italia a Bursa, con 7-9 cambi rispetto alla disfatta dell’Olimpico col Belgio, non sia l’occasione per riprendere la strada maestra.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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FONTE ITALPRESS

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