Gazzetta dello Sport: «Napoli, senza McTominay Allegri studia le alternative: De Bruyne la soluzione più naturale»
L’assenza di Scott McTominay costringe Massimiliano Allegri a ridisegnare il Napoli. Lo stop del centrocampista apre inevitabilmente una serie di riflessioni tattiche proprio alla vigilia della trasferta di San Siro. Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport passa in rassegna le possibili soluzioni: dall’inserimento immediato di Kevin De Bruyne fino al 4-2-3-1 e al ritorno della difesa a tre.
La prima strada appare anche quella più semplice: fuori McTominay e dentro De Bruyne, lasciando sostanzialmente invariato il resto della struttura.
De Bruyne al posto di McTominay
Secondo Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, inserire KDB rappresenterebbe la soluzione meno invasiva. A centrocampo rimarrebbero Anguissa e Lobotka, con il belga chiamato ad aggiungere qualità e talento alla manovra.
L’unico interrogativo riguarda la gestione del minutaggio, soprattutto considerando gli impegni ravvicinati. Allegri dovrà evitare di sovraccaricare De Bruyne, sfruttando il turnover quando necessario.
Il tecnico avrà comunque ancora tre giornate di lavoro per studiare gli avversari e soprattutto valutare le risposte fisiche e mentali dei propri giocatori prima di decidere.
Ipotesi albero di Natale con Vergara
Tra le possibilità analizzate dalla Gazzetta dello Sport c’è anche una soluzione con giocatori offensivi schierati tra le linee.
Allegri potrebbe valutare Lang e Alisson Santos insieme, ma non va dimenticata l’intesa mostrata a Marassi da De Bruyne e Antonio Vergara, protagonisti dell’azione che ha portato allo 0-2.
Le caratteristiche della rosa permettono quindi all’allenatore di sperimentare senza necessariamente stravolgere completamente la squadra.
Gilmour con Lobotka e KDB sulla trequarti
Un’altra possibilità conduce al 4-2-3-1. In questo caso Allegri potrebbe mantenere la linea difensiva a quattro e cambiare la struttura del centrocampo.
Antonio Giordano indica una possibile coppia formata da Lobotka e Gilmour, sfruttando il dinamismo dello scozzese e lasciando fuori un Anguissa che in questo momento viene descritto come poco brillante.
De Bruyne avrebbe così maggiore libertà alle spalle di Hojlund, con Politano e uno tra Alisson Santos e Lang sulle corsie.
Una soluzione che consentirebbe al belga di avvicinarsi maggiormente alla porta senza dover occupare stabilmente una posizione da mezzala.
Allegri può rispolverare la difesa a tre
C’è poi una terza strada. La Gazzetta dello Sport ricorda come Allegri abbia costruito una parte importante dei propri successi utilizzando anche la difesa a tre.
Nonostante una disponibilità non abbondante di centrali, il tecnico potrebbe affidarsi al terzetto Beukema-Rrahmani-Rafa Marin. All’occorrenza potrebbero adattarsi al sistema anche Di Lorenzo e Olivera.
Il tutto in attesa di Badiashile, destinato ad ampliare ulteriormente le possibilità a disposizione dell’allenatore.
Niente Fab Four per Allegri
Lo stop di McTominay impedisce infine ad Allegri di valutare quella che Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport definisce l’idea dei “Fab Four”, cioè la possibilità di far convivere contemporaneamente quattro interpreti di grande qualità e caratteristiche differenti.
Già nella stagione precedente un progetto simile era stato frenato dagli infortuni quasi contemporanei di De Bruyne e Anguissa. Questa volta è McTominay a togliere ad Allegri la possibilità di studiare fino in fondo quella convivenza.
Il tecnico deve quindi trovare rapidamente un nuovo equilibrio. La soluzione De Bruyne appare la più immediata, ma dal 4-2-3-1 alla difesa a tre le alternative non mancano. E San Siro sarà il primo banco di prova.
