Mattia Binotto è ancora un outsider nel team Ferrari per la stagione di Formula 1 2026.

Il percorso di Mattia Binotto in Formula 1
Mattia Binotto è una figura controversa all’interno del mondo della Formula 1. Iniziando il suo cammino in Ferrari nel 1995, il 56enne ha scalato lentamente le gerarchie grazie alla sua competenza tecnica. Nel 2019, è diventato team principal, succedendo a Maurizio Arrivabene, ma la sua gestione è durata fino al 2022, periodo segnato da alti e bassi per la Scuderia.
Sotto la direzione di Binotto, la Ferrari ha cercato di ritornare protagonisti nel mondiale. Tuttavia, nel 2019, la squadra ha dovuto arrendersi a Lewis Hamilton e alla Mercedes, non riuscendo a competere ai vertici. Il 2020 è stato ancora più deludente, culminando in un sesto posto senza vittorie: il peggior risultato della Ferrari dal 1973.
Nell’anno seguente, Binotto ha contribuito a riportare la Ferrari in carreggiata con quattro vittorie grazie a Charles Leclerc e Carlos Sainz. Ma, nonostante i successi, l’atmosfera interna era segnata da tensioni che minavano la fiducia nella sua leadership. Il rapporto con il consiglio direttivo della Ferrari continuava a deteriorarsi, portando a un clima di instabilità.
Il rapporto di Binotto con Ferrari e la nuova avventura in Audi
Attualmente, Mattia Binotto è coinvolto nel progetto Audi, ma il suo legame con la Ferrari sembra essersi affievolito. Nel 2025, è rimasto deluso nel vedere la sua ex squadra chiudere la stagione al quarto posto, senza conquistare alcuna vittoria. Una frustrazione che evidenzia la sua attaccamento e il desiderio di vedere la Ferrari tornare a competere ad alti livelli.
Le voci su come venga percepito nella paddock F1 non sono incoraggianti. Secondo il giornalista Keman Sengul in un’intervista rilasciata a Motorsport Turkiye, Binotto non riscuote molta considerazione tra i membri del suo ex team. Sengul ha osservato: “Passeggiando davanti al garage Ferrari, non ho mai visto persone rivolgere lo sguardo a Binotto. Non sembra avere molti amici”.
Molti esperti concordano che la sua personalità e la sua gestione delle relazioni interpersonali potrebbero essere alla radice di questa mancanza di affetto. Tuttavia, in Audi, il suo valore tecnico è molto apprezzato e il team crede nel suo potenziale per guidarli nel mondo della Formula 1.
Le sfide future di Binotto con Audi
Recentemente, la partenza di Jonathan Wheatley per Aston Martin ha portato Binotto a rafforzare il suo ruolo come team principal in Audi, in vista della stagione 2026. Questa mossa ha sollevato interrogativi sulla sua capacità di collaborare efficacemente con i membri del team, dato che precedente collaborazione con Wheatley non ha mostrato un grande affiatamento.
Le voci indicano che i due non avevano una visione condivisa e che l’assunzione di Wheatley poteva essere avvenuta senza un coordinamento adeguato con Binotto. Ora che il team è completamente nelle sue mani, l’esperienza di Binotto potrebbe rivelarsi fondamentale per Audi, mentre cercano di stabilirsi nel panorama della Formula 1.
Nonostante il bagaglio di esperienza accumulato, la sua fama di non essere la persona più facile con cui lavorare persiste. La vera sfida per Binotto sarà quella di dimostrare di poter superare le sue difficoltà relazionali e portare risultati tangibili per il team Audi.
Per approfondire la carriera e le sfide di Mattia Binotto, si possono consultare articoli ufficiali su Formula 1 e Motorsport, dove si analizzano approfonditamente gli sviluppi nel mondo delle corse.
Non perderti tutte le news su Napoli+
