Due medici indagati per falso: orari truccati e video incriminanti.
Svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico al Monaldi
a cura di Rossella Strianese, mercoledì 18 marzo 2026 alle 14:36
Indagati per falso: le figure chiave dell’inchiesta
Napoli – L’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni deceduto il 21 febbraio dopo un trapianto di cuore non andato a buon fine, prende una piega significativa. La Procura di Napoli ha ufficialmente iscritto nel registro degli indagati il primario Guido Oppido e la cardiochirurga Emma Bergonzoni, già sotto inchiesta per omicidio colposo insieme ad altri cinque professionisti sanitari.
Le accuse mosse dai magistrati Giuseppe Tittaferrante e Antonio Ricci sono gravi: si sospetta che la cartella clinica dell’intervento, eseguito il 23 dicembre 2025, sia stata alterata per nascondere un errore cruciale nella tempistica dell’operazione.
Il mistero del “clampaggio anticipato”
Un elemento centrale delle indagini riguarda il momento del clampaggio aortico, procedura fondamentale che consente l’espianto del cuore. Gli inquirenti ipotizzano che l’équipe medica abbia iniziato la cardiectomia, cioè la rimozione del cuore del bambino, con un notevole anticipo rispetto all’arrivo dell’organo da trapiantare, spedito da Bolzano. Se questa teoria si rivelasse fondata, Domenico sarebbe stato privato del suo cuore prima che i medici avessero la consapevolezza che il nuovo organo fosse irrimediabilmente danneggiato a causa del ghiaccio secco. Questa manovra errata potrebbe aver rappresentato un “punto di non ritorno”, rendendo vane tutte le successive manovre di salvataggio.
Prove visive cruciali: il cellulare dell’infermiera
Un ulteriore sviluppo significativo potrebbe arrivare dal contenuto di un cellulare. I carabinieri del Nas hanno sequestrato il dispositivo di un’infermiera, non indagata, presente in sala operatoria. Al suo interno sarebbero stati rinvenuti foto e video documentanti fasi cruciali del trapianto. Il 26 marzo è prevista la copia forense del cellulare, attraverso la quale si intende esaminare i metadati delle immagini. La datazione digitale di tali file potrebbe contraddire definitivamente gli orari ufficialmente registrati sulla cartella clinica, rivelando così eventuali manomissioni.
Aumento della pressione giudiziaria: misure interdittive in arrivo
La situazione per i vertici della cardiochirurgia del Monaldi diventa sempre più delicata. La Procura ha richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) l’applicazione di misure interdittive, che comporterebbero la sospensione dall’esercizio della professione per i dottori Oppido e Bergonzoni. Quest’ultimi sono assistiti dai legali Vittorio Manes, Alfredo Sorge e Vincenzo Maiello e saranno ascoltati dai magistrati il 31 marzo durante un interrogatorio di garanzia. Sarà l’occasione per presentare la loro versione dei fatti e provare a smontare le accuse di aver “truccato” i registri clinici per nascondere una serie di errori organizzativi e clinici che hanno portato alla tragica morte di Domenico.
Questo caso ha sollevato un’ondata di interesse e preoccupazione nelle istituzioni e nella comunità, richiamando l’attenzione su aspetti cruciali della sicurezza e della trasparenza in ambito sanitario. La morte del piccolo Domenico non è solo una tragedia personale, ma pone interrogativi sulla qualità delle cure e sulla responsabilità dei professionisti della salute.
Fonti ufficiali: Procura di Napoli, Carabinieri del Nas.
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