Morte di Domenico: medici in sala operatoria commentano “Cuore di pietra, non batterà più.”
Nuove rivelazioni destano preoccupazione sul caso di Domenico Caliendo, il piccolo che ha perso la vita dopo un trapianto di cuore. Secondo informazioni riportate da ANSA, il cuore donato sarebbe stato giudicato inutilizzabile solo dopo l’espianto dell’organo del bambino.
Le rivelazioni dell’infermiera presente in sala operatoria
Un’infermiera, che ha preso parte all’operazione il 23 dicembre, ha fornito dettagli all’indagine sul trapianto. Questo professionista ha dichiarato che il cuore di Domenico era già stato rimosso quando l’équipe del Monaldi ha controllato l’organo proveniente da Bolzano. L’infermiera ha spiegato che, dopo soli 5-6 minuti dall’apertura del contenitore, i medici si sono resi conto che il nuovo cuore era compromesso e non avrebbe potuto funzionare correttamente.
“Nella mia esperienza di trapianti, era la prima volta che vedevo un torace vuoto”, ha affermato la testimonianza al pubblico ministero. Questa dichiarazione mette in luce l’anomalia nella procedura seguita durante l’operazione.
I dettagli dell’intervento e l’errore fatale
Secondo il racconto dell’infermiera, la situazione si è complicata rapidamente. Dopo l’apertura del contenitore, ci si è accorti che il cuore era “completamente congelato, ‘di pietra’”, come riportato da una collega. A quel punto, la reazione immediata è stata preoccupante: “Allora è meglio che si tiene il suo”, ha suggerito l’infermiera, ricevendo la risposta del personale: “Ma l’ha già tolto”. Un chiaro segnale della confusione che ha regnato in sala operatoria.
Il tentativo di scongelare l’organo è durato circa venti minuti. Il cardiochirurgo, una volta esaminato il cuore, ha commentato: “Questo non farà neanche un battito”, evidenziando la gravità della situazione. Purtroppo, i sanitari si sono trovati davanti a un’inevitabile realtà: non c’era modo di tornare indietro.
Le ripercussioni dell’inchiesta
Dopo il tentativo di trapianto e l’assenza di attività elettrica nel nuovo cuore, Domenico è stato collegato a una macchina Ecmo. Al momento, l’inchiesta è in corso e alcuni dettagli sono emersi anche grazie a chat tra infermieri acquisite dai investigator. Queste comunicazioni offrono ulteriori spunti sulla possibile negligenza durante l’operazione.
Nel frattempo, i tempi per l’autopsia si allungano. Il legale della famiglia Caliendo ha presentato istanza di ricusazione per uno dei periti selezionati dal giudice, considerato potenzialmente non imparziale. La direzione ospedaliera ha preso misure cautelative, sospendendo due dirigenti medici coinvolti nelle prime fasi dell’intervento, mentre il clima nel reparto è descritto come complesso e difficile dal personale sanitario.
Questo caso solleva interrogativi etici e professionali sulle procedure di trapianto e sulla sicurezza dei pazienti. Le autorità competenti stanno lavorando affinché vengano fatti chiarezza e giustizia, mentre la comunità continua a restare in apprensione per la perdita di un bambino tanto piccolo e per la gestione dell’emergenza medica.
Fonti: ANSA, repubblica.it, corriere.it
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