Ronaldo “Jorge Jesus si è rimangiato la parola data”
IPA88901188 – Lisbon, Portugal – September 23: Cristiano Ronaldo (Portugal) and Portugal s head coach Jorge Jesus (Portugal) during the press conference before the UEFA Nations League 2026/27 League Phase Matchday 1 match between Portugal and Wales at Estadio Jose Alvalade in Lisbon, Portugal
ROMA (ITALPRESS) – Nonostante il primo posto nel girone e la matematica qualificazione ai quarti di finale della Nations League dei lusitani, in Portogallo continua a tener banco la “querelle” Cristiano Ronaldo-Jorge Jesus. Stasera il calciatore ha diffuso un comunicato nel quale attacca nuovamente il ct: “Jorge Jesus si è rimangiato la parola data”.
“Questa è la verità su quanto accaduto con Jorge Jesus. Come promesso, ho deciso di raccontare, in prima persona e direttamente, gli eventi che hanno caratterizzato l’ultimo ritiro della Nazionale. Dopo i Mondiali del 2026 ho preparato una lettera al popolo portoghese, che conservo ancora, con le parole che avrei voluto rivolgere loro quando avrei lasciato definitivamente la Nazionale. Al termine della competizione, già sul volo di ritorno dagli Stati Uniti, il presidente della Federazione ha insistito affinché riconsiderassi la mia decisione di andarmene, perché la FPF voleva che continuassi”, ha scritto CR7.
“Subito dopo mi ha chiesto un parere sul nome dell’attuale commissario tecnico, che stava valutando assieme ad altri nomi che non mi ha rivelato. Ho risposto al presidente della Federazione che, a mio avviso, sarebbe stata la scelta giusta. Per questo, il giorno della presentazione dell’attuale commissario tecnico, ero sinceramente contento della scelta. È stata la decisione giusta, come confermano i risultati”, ha aggiunto Ronaldo.
“Qualche giorno dopo ho avuto un primo contatto con il nuovo allenatore della nazionale, in cui mi disse che gli sarebbe piaciuto incontrarmi di persona. Ho accettato e abbiamo fissato l’incontro per la fine delle mie vacanze. Ci siamo incontrati alla Cidade do Futebol, dove la mia squadra stava svolgendo il ritiro pre-campionato. Quel giorno l’allenatore mi ha detto che contava su di me e che la mia presenza era fondamentale per il suo progetto. Mi ha presentato, lì per lì, un piano per la mia partecipazione. Mi ha detto che avrei giocato la prima e l’ultima partita e che, per motivi di gestione fisica, avrebbe sempre effettuato tre o quattro cambi a partita”, ha preseguito CR7.
“A quel punto lui ha proposto la possibilità di non partire con la nazionale per Norvegia e Danimarca. La sua proposta era di giocare la prima partita e rimanere in Portogallo, per poi ricongiungermi alla squadra prima della partita al Do Dragao. Ho rifiutato immediatamente questa proposta. Mi sembrava ovvio che non potessi accettarla. Non era certo perché non avrei giocato le partite all’estero che avrei smesso di essere il capitano della squadra. Quel privilegio di rimanere in Portogallo non sarebbe stato un buon esempio. L’allenatore alla fine ha concordato con la mia analisi. A questa conversazione ha partecipato Simao Coutinho, direttore sportivo dell’Al Nassr, la persona a cui l’attuale allenatore ha fatto riferimento per tutta la scorsa stagione e uno dei responsabili del suo ingaggio da parte del club per il 2025″, ha precisato il campione portoghese.
“La sera dell’inizio del ritiro, l’allenatore è venuto a casa mia a Lisbona, su sua richiesta, per un altro colloquio. La conversazione è stata serena e tutto quello che abbiamo concordato ad agosto è stato confermato. Ho giocato la partita ad Alvalade e, pur essendo stato sostituito, non ho fatto storie. Ho messo io stesso la fascia da capitano a Bruno Fernandes, ben lontano dall’immaginare che quello potesse essere il mio ultimo gesto da giocatore e capitano della Nazionale”, si legge ancora nel comunicato ripreso dalla stampa iberica.
“Quel giorno ciò che contava per me era la nostra vittoria. Vincere è sempre bello; in Portogallo e per il mio Paese, ancora meglio. A pranzo, il giorno della partita in Norvegia, un assistente dell’allenatore si è avvicinato al tavolo dove il gruppo stava pranzando e mi ha informato che l’allenatore voleva parlarmi. Con mia grande sorpresa, l’allenatore mi ha chiesto se fossi in grado di giocare 30 minuti. Ero completamente concentrato sul mio recupero fisico, integrato con i miei compagni come sempre, e pensavo che non avrei giocato quel giorno. Senza alcun problema. Questa richiesta era al di fuori del mio programma di recupero e allenamento, dato che avrei giocato solo il 4 al Do Dragao, ma ovviamente ho detto di sì. Lui rispose che allora avrei dovuto essere pronto perché avrei giocato 30 minuti. Il resto lo sanno tutti. Mi sono riscaldato dall’intervallo, ho guardato i minuti passare e non sono stato chiamato in causa per entrare in campo”, ha concluso Ronaldo.
RONALDO “DISPONIBILE A TORNARE IN NAZIONALE”
Cristiano Ronaldo, dopo aver attaccato Jorge Jesus, si è scusato per aver lasciato il ritiro della Nazionale e si è detto pronto a tornare a vestire la maglia della rappresentativa lusitana. “Ho deciso di lasciare il ritiro senza aspettare ulteriori violazioni della parola data. Per me la verità è ancora la cosa più importante nella relazione tra le persone. Per quanto possa ferire, che mi dicano la verità. In una conversazione che ho avuto con il presidente della FPF e con l’allenatore la mattina del giorno di quella conferenza stampa – loro possono certamente confermarlo – ho ribadito che se non mi volevano lì dovevano dirmelo. Sarebbe bastato che fossero franchi con me. Avrei accettato e ho promesso che avremmo preparato qualcosa di bello, come sogno che accada, e nessuno sarebbe rimasto arrabbiato. Me lo ricordo come se fosse oggi. Mi hanno risposto all’unisono di no. Che il mio posto era nella Nazionale”, ha scritto questa sera CR7, come riportano i media iberici.
“Mai, in nessun momento, ho interferito in nessuna decisione tecnica o tattica di nessun allenatore o dirigente della nazionale in quasi 25 anni di carriera. Accetto, nel bene e nel male, ciò che mi propongono di fare. Rispetto la decisione, ma quando ci ri rimangia la parola data, sento che il mio posto non è lì. Devo anche delle scuse ai miei compagni di squadra della nazionale per aver lasciato il ritiro. Nonostante la violazione assoluta della fiducia nella parola dell’allenatore, come coloro che hanno assistito a queste conversazioni possono attestare, non avrei dovuto farlo. La responsabilità è esclusivamente mia”, ha aggiunto Ronaldo. “Mi scuso di nuovo con il popolo portoghese, ma la rottura della parola data ha, per me, un impatto determinante. Ho sentito che, da quel momento in poi, la mia permanenza avrebbe solo danneggiato il gruppo di lavoro, e ho fatto ciò che ho sempre detto che avrei fatto se non mi fossi sentito utile: ho fatto i bagagli e me ne sono andato. La conseguenza di questo mio atto deve essere valutata e punita dalla Federazione Portoghese di Calcio. Capisco che la punizione non debba avere fattori attenuanti. Non sono un giocatore qualunque; sono il capitano della squadra, e questo costituisce un fattore aggravante. Mi sono già scusato, ma so che le azioni devono avere conseguenze. Chiunque sia nel calcio come me sa che, indipendentemente dallo status di ciascuno, le regole sono le stesse per tutti”, ha precisato CR7.
“Su questo argomento, ho sentito parlare molto di partite di addio, che devo avere un addio dignitoso e che la Federazione vuole darmi quell’opportunità. Ho imparato nella vita, spesso affamato e senza niente da mangiare, che nessuno dà niente a nessuno. Posso promettere a tutti i miei tifosi, naturalmente e soprattutto a tutto il popolo portoghese, che avremo una o più partite di addio; ci sarà tempo per quello. Ma quando penso alla Nazionale, ciò che davvero penso è competere. È quello che ho pensato il giorno in cui mi è stata data la notizia della morte di mio padre. Ero in un ritiro con la nostra nazionale e ho deciso di restare lì fino alla fine della partita il giorno dopo. Ho fatto per il paese ciò che non farei mai per nessun club. Pertanto, se sto bene fisicamente, giocando per il mio club, con i gol che spero, dopo aver scontato la squalifica che potrebbe essermi applicata, sarò disponibile, come lo sono sempre stato fino ad oggi, per competere e vincere per la nostra nazionale. Questa è, credetemi, la verità più pura”, ha concluso la stella del Portogallo.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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FONTE ITALPRESS
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