REPUBBLICA: Napoli, i segreti di Spalletti: Società, giocatori e tifosi stregati dal nuovo tecnico

Gestione da applausi pure fuori dal campo: asse con De Laurentiis, squadra più duttile e col pieno d’autostima ambiente rasserenato

I segreti di Spalletti l’impatto a Napoli è stato positivo, in tre mesi ha creato una squadra da record e ha rasserenato i tifosi.

SPALLETTI TRE MESI DA RECORD CON IL NAPOLI

L’edizione odierna del quotidiano La repubblica dedica un focus all’allenatore di Certaldo:

Napoli, per Spalletti tre mesi a tutto gas e da applausi a scena aperta, iniziati con il raduno estivo a fari desolatamente spenti dello scorso 12 luglio a Castel Volturno. Luciano Spalletti era stato costretto suo malgrado a partire in un clima di disfattismo dilagante. La spaccatura tra società, squadra e tifosi che sembrava insanabile, dopo la mancata qualificazione  Champions.

Aurelio De Laurentiis aveva proclamato lo stato d’emergenza per i conti in rosso della società e l’unico vero “colpo” del mercato del Napoli era stato l’arrivo all’apparenza contraddittorio del tecnico toscano.

 Un big della panchina, ma ingaggiato dal presidente nel periodo storico più buio della sua gestione, da lui stesso pilotata con una pubblica ammissione («Bisogna dare un taglio ai costi, oppure c’è il rischio del fallimento») verso la strada del ridimensionamento”.

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NAPOLI CAPOLISTA

Perché scegliere un tecnico ambizioso come Spalletti, allora? All’epoca era stato lecito chiederselo e in pochi si sarebbero aspettati una risposta così perentoria. A 100 giorni scarsi di distanza, il Napoli balzato di prepotenza al vertice solitario della classifica, lontano anni luce dalle macerie di inizio luglio“.

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NAPOLI, I SEGRETI DI SPALLETTI

“Non c’è nulla di casuale o improvvisato nella riscossa degli azzurri. Nel pessimismo generale  era passata in secondo piano la seconda parte del franco monologo di De Laurentiis. «L’austerity è una necessità, ma dobbiamo tornare subito in Champions».

Spalletti ha accettato la difficile sfida e l’ha presa di petto fin dalla firma del contratto, subordinando alla qualificazione per la Champions la sua permanenza a Napoli per più di un anno: conquistando ancora di più la fiducia di De Laurentiis.

Poi ha usato la psicologia per riavvicinare i tifosiGuardiamo insieme avanti, è inutile recriminare sul passato») e restituire l’autostima ai giocatori. «Sono forti, ma spesso non si rendono conto d’esserlo».

Otto pieno in comunicazione e mai una parola fuori posto, a partire da quelle dolci che hanno rigenerato Koulibaly. «Mi incateno per lui, è il nostro comandante».

Ma il capolavoro del nuovo tecnico è stato passare dalle parole ai fatti, In tre mesi la squadra si è infatti abituata con la sua guida ad alternare in campo tre moduli tattici (4-3-3, 4-2-3-1 e 4-1-4-1), ha recuperato alla causa protagonisti che parevano perduti (Rrahmani, Elmas, Lobotka e soprattutto Fabiàn Ruiz, inventato “regista”) e ha esaltato il rendimento di Osimhen, seguito con un lavoro ad hoc dalla panchina per migliorarne la tecnica. Tutto in meno di 100 giorni, trasformati nella marcia trionfale in campionato.

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