Collovati. “A Milano sono spaventati da Osimhen. Ecco cosa mi dicono nelle trasmissioni”

L'ex campione del m ondo ha parlato dell'attaccante nigeriano e del Napoli di Spalletti

Fulvio Collovati parla di Victor Osimhen. L’attaccante del Napoli è devastante, non si riesce a fermare. Se continua così può raggiungere anche quota 25 reti in campionato.

COLLOVATI SU OSIMHEN

Fulvio Collovati, ex campione del mondo con l’Italia di Bearzot,   ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della trasmissione Giochiamo di Anticipo, programma in onda su Canale Otto. Collovati si è soffermato in particolare su Osimhen e sulla sfida tra Napoli e Torino:

“Faccio trasmissioni ogni settimana da Milano parlando di Milan e Inter. Sapete cosa dicono di Victor Osimhen? Sono spaventati dal centravanti nigeriano. Non dormono la notte per la paura dell‘ex Lille. Osimhen è devastante, non si riesce a fermare. E se continua così può raggiungere anche quota 25 reti in campionato.

Il Torino non è una squadra da sottovalutare, ma non portiamoci sfiga da soli. Sì, lo scorso anno Juric ha negato la Champions League ai partenopei, ma questo è un altro Napoli. C’è un altro allenatore, un Fabian Ruiz che, giocando in una posizione diversa, sta facendo benissimo. Gli stessi difensori mi sembrano ben assortiti, mi riferisco alla coppia centrale. C’è da essere fiduciosi”

Fulvio Collovati ha poi aggiunto: “Per il Napoli è arrivato il momento di accelerare. Le nazionali possono essere un fattore e qualcosa solitamente portano via, fortunatamente per gli azzurri in questo caso non hanno inciso particolarmente. Guardiamo però anche cosa è successo a Inter, Juve, Milan e Roma.

Non bisogna sedersi e pensare che con il Torino sarà facile, le squadre di Juric giocano in modo aggressivo ma domenica bisogna assolutamente vincere sfruttando anche il momento magico di Osimhen e il rendimento alto di insigne. C’è un vento ottimo per il Napoli. Questa squadra è molto diversa da quella dell’anno scorso, come giocatori e senso tattico. C’è anche il finalizzatore, che mancava da un po‘”.

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