Napoli, Kvara ancora fermo per lombalgia: Ecco come si curava Maradona

Kvaratskhelia non prenderà parte a Napoli-Udinese, il georgiano ancora alle prese con la lombalgia, Maradona la curava così.

Luciano Spalletti ha annunciato che Kvaratskhelia non prenderà parte a Napoli-Udinese, il georgiano è ancora alle prese con la lombalgia che lo affligge da Liverpool-Napoli.

Kvara è ancora out, quando arriva a quel livello di pressione muscolare sente ancora male, ci sono altri giocatori che hanno dimostrato importanti qualità, magari non di quel livello lì perchè tutti lo individuano come il nuovo grande calciatore del calcio mondiale” Ha spiegato il tecnico del Napoli.  Solitamente si parla di una quindicina di giorni di recupero, ma il dottor Canonico ed il dottor De Luca sono grandi esperti e stanno facendo di tutto per farlo riprendere il prima possibile.

Kvaratskhelia, Maradona e la lombalgia

Khvicha Kvaratskhelia, la rivelazione georgiana dall’impatto travolgente, si è fermato per una lombalgia acuta, alla vigilia dello scontro diretto al vertice con l’Atalanta. Eppure questa parola non è qualcosa di nuovo, anzi. Ha accompagnato a lungo Diego Armando Maradona, tormentato dai dolori lombari.

Khvicha Kvaratskhelia

Racconta Salvatore Malfitano sulla Gazzetta: “Emilio Acampora, allora medico sociale degli azzurri scomparso l’anno scorso, quando il fastidio si acutizzava lo appendeva a una sbarra, gli bloccava i piedi e lo lasciava per un po’ a penzolare a testa in giù, come testimonia lo scatto dell’epoca di Sergio Siano, in cui si vede anche il preparatore personale dell’argentino, Fernando Signorini. Se il problema non si risolveva, si passava alle infiltrazioni per permettergli di giocare. Le voci che si susseguivano a tal proposito erano, come al solito, delle più varie.

C’era chi azzardava che in realtà erano tutte scuse per coprire assenze dovute a una vita sregolata. O chi addirittura parlava di un’ernia del disco, come successe prima di Napoli-Inter”.

 

Così curava la lombalgia Maradona. Foto Siano

Al termine della rifinitura, Maradona si fermò a chiarire la situazione con i giornalisti presenti al centro Paradiso di Soccavo: “La gente che ha l’ernia del disco è immobile, soffre appena si muove. Guardate me invece. Al massimo ho l’ernia del compact-disc, per la mia passione per la musica. Scherzi a parte, mi sento benino. Non sarò al cento per cento ma forse al novantanove. Ci sarò contro l’Inter e penso di poter giocare bene. Però lasciatemi dire che sono scosso per tutte queste voci intorno a me e al Napoli. Sono una mancanza di rispetto nei confronti di lavora per curare la nostra salute come il dottor Acampora e il fisioterapista Salvatore Carmando“.

Ma attenzione a parlare di complotti. “Non voglio dire che ci sono intenti diabolici, siamo sempre stati forti, non avrebbe senso scoprirlo soltanto adesso e studiare qualche rimedio cattivo” ci tiene a sottolineare”.

Anche qui l’analogia tra Maradona e Kvaratskhelia non sfugge: qualcuno ha insinuato che si tratti di una trovata per mascherare il malcontento di Kvaratskhelia per il furto della sua automobile, poi ritrovata. Quell’anno il Napoli vinse una Coppa Uefa e quello dopo il secondo scudetto.

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