La storia di una tra le più belle fontane di Napoli, oggi oggetto di incuria e vandalismo
Monteoliveto una tra le più belle fontane di Napoli, oggetto di incuria e vandalismo.
La storia di una tra le più belle fontane di Napoli
I monaci olivetani innanzi alla loro chiesa S. Maria di Monteoliveto (1411), uno dei più grandi complessi conventuali con ben 4 chiostri, vollero una piazza chiusa su tre lati, una sorta di sagrato che fu collegata nel 1559 allo stradone costruito col piano urbanistico dei Toledo. A chiusura di questo spazio religioso e punto nodale della città vice-reale nel 1668 (Piazzetta Trinità Maggiore), fu costruita pe r ordine de l viceré Pietro d’Aragona , dall’architetto Donato Cafaro la fontana trilobata al cui sommo si erge la statua del giovane re Carlo II.
Questa fontana fu realizzata tra il 1668 e il 1873 e ad essa lavorarono a più riprese i più importanti marmisti e artigiani del bronzo del Regno: Mori, Santabarbaro, Lazzari, Mazzetti per il marmo e Maiorino, D’Auria e D’Angelo per il bronzo. E’ una dei maggiori esempi della scultura seicentesca napoletana , armonica e perfettamente integrata nel contesto urbano, e forse proprio per questo costituisce una delle poche grandi fontane di Napoli mai stata spostata nel corso dei secoli.
Purtroppo la fontana è da diversi anni oggetto di scempi e di incuria , tanto che per la sua difesa è intervenuta più volte un’Associazione di giovani, “Sii turista della tua città” che ha effettuato numerosi interventi di pulizia e ripristino.
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Fonte: Napoligrafia et Al.
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