Il Teatro San Carlo regala il Natale ai più bisognosi, ecco la napoletanità!

Il Teatro San Carlo regala il Natale ai più bisognosi, ecco la napoletanità, Oggi 20 dicembre: il San Carlo aprirà le porte per il pranzo di Natale.

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Il Teatro San Carlo regala il Natale ai più bisognosi, ecco la Napoletanità! Grandissima iniziativa in vista di queste festività natalizie. il Teatro di San Carlo ha aperto le sue porte alle persone indigenti della sua città per il pranzo di Natale. Ciò mostra l’estrema sensibilità e apertura, e l’ interesse per i meno abbienti. E’ proprio questo uno dei significati della Napoletanità.

Grandissima iniziativa per il Natale 2018

Il Teatro di San Carlo di Napoli apre le porte ai più bisognosi in occasione del pranzo di Natale. L’iniziativa, alla quale hanno partecipato tra i 600 e gli 800 senzatetto, è stata organizzata insieme alla Fondazione Istituto Tecnico Superiore per le Tecnologie innovative per i Beni e le Attività Culturali e Turistiche. Inoltre, ha partecipato anche la Caritas Diocesana di Napoli e alcuni istituti alberghieri della Campania.

Il gran cuore di Napoli: Questa è la Napoletanità

I Napoletani oltre alla vita di ogni giorno mostrano un grande interesse verso il prossimo, non dimenticando neanche i coetanei più sfortunati. I partenopei,dunque, mostrano, con gran cuore e passione, lo spirito di fratellanza e famiglia, in una parola la Napoletanità. “Queste iniziative sono espressione di sensibilità umana, sociale, culturale e anche, per chi ci crede, religiosa. Sono gesti che confermano l’identità dei napoletani che si sentono trasportati ad aprirsi agli altri e aiutare coloro che hanno bisogno”  ha dichiarato il Cardinale Crescenzio Sepe, presente all’ occasione per salutare i meno abbienti e dare loro la benedizione natalizia. “Ovviamente è una goccia nell’ oceano – afferma Rosanna Purchia, sovrintendente del Teatro di San Carlo – Con questo non pensiamo di risolvere i problemi di queste persone, ma di dargli un po’ di dolcezza e di regalargli un po’ di bello che fa bene all’ anima“.

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