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Gazzetta dello Sport: “Napoli, Lobotka è la luce che non si spegne: da Spalletti ad Allegri, tutti ripartono da lui”

Dalle difficoltà dei primi mesi alla centralità assoluta nel Napoli. La storia azzurra di Stanislav Lobotka è quella di un giocatore capace di attraversare il periodo più complicato della propria carriera italiana per trasformarsi, stagione dopo stagione, nel riferimento tecnico della squadra. Sono cambiati allenatori, compagni e sistemi di gioco, ma una certezza è rimasta: il Napoli continua a ripartire da Lobo.

Come racconta Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, già prima dell’arrivo dello slovacco Cristiano Giuntoli aveva chiesto un parere a Marek Hamsik sul regista del Celta Vigo. La risposta dell’ex capitano fu chiarissima: «È un grande, fidati».

Dalle difficoltà alla svolta con Spalletti

L’impatto con Napoli, però, fu tutt’altro che semplice. Lobotka arrivò nella complicatissima stagione segnata dal Covid, trovando pochissimo spazio e dovendo fare i conti anche con un problema fisico.

Rimase ai margini, resistendo in silenzio durante un periodo nel quale sembrava difficile immaginare quello che sarebbe successo negli anni successivi. Anche la Coppa Italia conquistata contro la Juventus, nella finale decisa ai rigori all’Olimpico, non bastò a modificare immediatamente la sua situazione.

Poi arrivò Luciano Spalletti.

Il tecnico cancellò rapidamente dubbi e diffidenze: «Io Lobotka lo conosco da quando giocava in Spagna e quando ero all’Inter avevamo pensato a lui».

Da quel momento cambiò tutto.

Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport ricorda come Lobotka sia diventato il faro del Napoli già nella prima stagione di Spalletti, quella nella quale gli azzurri andarono vicini al grande traguardo, per poi assumere un ruolo ancora più importante nella cavalcata dello scudetto del 2023.

Il Napoli dominò quel campionato conquistando matematicamente il titolo con quattro giornate d’anticipo. Nel cuore di quella squadra c’era proprio Lobo.

Da Spalletti a Conte: Lobotka sempre indispensabile

La centralità dello slovacco non è scomparsa con i cambi in panchina.

Anche nel secondo scudetto conquistato dal Napoli in tre stagioni Lobotka è rimasto un riferimento assoluto. Antonio Conte non ha mai pensato di poter fare a meno del suo regista.

E la storia si è ripetuta con Massimiliano Allegri.

Quando Aurelio De Laurentiis ha scelto il tecnico livornese per costruire un Napoli da riportare in zona Champions, Lobotka è stato immediatamente individuato come uno dei pilastri sui quali costruire il nuovo progetto.

La regia affidata allo slovacco, il nucleo storico rappresentato anche da Rrahmani e Di Lorenzo e poi giocatori come McTominay, De Bruyne e Hojlund.

Allegri riparte da Lobo

Come sottolinea Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, Lobotka rappresenta il «riferimento cerebrale» del Napoli.

Dal suo calcio nasce la costruzione offensiva, ma anche l’equilibrio necessario alla fase difensiva. Lobo significa palleggio, qualità tecnica e capacità di aiutare la squadra proprio quando le partite diventano più complicate.

In questo avvio di stagione è riuscito anche a incidere direttamente sul risultato.

Contro il Bologna ha trovato il gol già alla quarta giornata, risolvendo una situazione delicata e aggiungendo un’altra fotografia significativa alla sua ottava stagione con la maglia azzurra.

Una rete che lo stesso Lobotka ha accompagnato con una battuta: «E adesso, viste le statistiche, sto bene così».

Il contratto e quell’opzione fino al 2028

Intorno al futuro dello slovacco non sono mancate le indiscrezioni, ma la situazione contrattuale offre al Napoli una tutela importante.

Il contratto è formalmente in scadenza nel giugno 2027, ma il club si è riservato un diritto di opzione attraverso il quale può prolungare l’accordo per un’altra stagione, portandolo fino al 2028.

Come evidenzia ancora Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, dunque, la scadenza può risultare ingannevole per chi osserva Lobotka in chiave mercato.

Il futuro potrà riservare altri capitoli, ma il presente racconta già molto. Da giocatore finito ai margini a uomo indispensabile, da Spalletti a Conte fino ad Allegri: allenatori e moduli cambiano, il Napoli continua a ripartire da Lobotka.

E dopo un inizio vissuto quasi al buio, quella dello slovacco in azzurro è diventata una storia completamente diversa.