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Paolo Ascierto pronostica la vittoria della Juventus nella finale di coppa Italia. Il luminare paragona CR7 a Diego Armando Maradona.
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Il professor Paolo Ascierto, eroe nazionale nella lotta al Coronavirus è un grande tifoso della Juventus. L’oncologo dell’Istituto Pascale, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere del Mezzogiorno. Ascierto difende a spada tratta la sua fede juventina in una città che è animata da odio calcistico verso «i non colorati».
«Mi piace stare al gioco degli sfottò, sono io il primo che punzecchio gli amici tifosi del Napoli. Ma la soglia non va superata, mi piacerebbe molto che in Italia vivessimo lo sport in maniera rilassata, così come accade in America.
Vedrò la partita con i miei amici napoletani Gigi e Ross che quando Ronaldo era al Real Madrid e segnò il rigore contro la Juve crearono una chat di gruppo e mi inserirono con l’intento di mortificarmi».
«Avevo sette anni e sentivo alla radio con mio padre il calcio minuto per minuto. Era il 1972, la Juve giocava contro il Catanzaro e perse per 1-0. Sentivo le urla di questo calciatore che festeggiava. Mi sembrò un invasato che stesse infierendo sui più deboli. In quel momento mi affezionai ai deboli. La Juventus quella stagione vinse anche lo scudetto. Ma le assicuro che fu quello l’episodio che fece scattare la scintilla».
«Vincerà la Juve con gol di Ronaldo, spero. Se così non dovesse esser me ne farò una ragione». Decide Cr7, dunque? «Sì, lui può farlo in qualsiasi momento. Come faceva Maradona nel Napoli».
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«Per me sono uguali. Diego genio e sregolatezza. Arte applicata al calcio; Cristiano è impegno assoluto al servizio della tecnica e del talento. Decisivi entrambi come nessuno».
«La determinazione e la grinta di Gattuso sono armi che il Napoli sta sfruttando al meglio. Spesso nel mio lavoro in ospedale cito Gattuso, non smette mai di crederci e lotta su tutti i fronti. Ho grande stima di lui come uomo».
E dell’allenatore? «I risultati gli danno ragione».
Ha chance, insomma. «Poche, noi della Juve vinciamo sempre!».