Vergogna Olimpico, ancora cori razzisti a Koulibaly

Cori razzisti a Koulibaly, cori che invocano l’eruzione del Vesuvio. Gli spiriti maligni che aleggiano negli stadi italiani, fanno di nuovo capolinea all’Olimpico.

di: Pino Taormina Il Mattino

Cori razzisti a Koulibaly

ROMA-Non cambia mai nulla da queste parti quando c’è il Napoli ospite.Cambia solo che Irrati la gara non la sospende per quei «buuu» insopportabili che nella ripresa accompagnano ogni tocco di Koulibaly.

Certo, non roba assordante come lo scorso anno, quando l’arbitro pistoiese fermò la partita, ma cambia poco nella sostanza perché l’ululato si sente e arriva da varisettori degli spalti. Roba becera, di scherno c’è poco: l’Olimpico torna a essere uno stadio pieno di odio. È un continuo: tra i cori sul «Vesuvio lavali col fuoco» che rimbombano dalla Curva Nord e si espandono come un’onda anche in Tribuna Montemario, senza nessuno che fischi il proprio dissenso, e gli ululati anti-Koulibaly questa partita è il trionfo dei razzisti. Una ferita per tutti. Perché non ci sono giustificazioni o spiegazioni logiche.

Non si può assolvere questo genere di comportamenti:la gara precipita così in un vortice di volgarià, di maleducazione e orribile becerume. Non è un caso che in Italia, gli stadi siano invivibili per le famiglie. Koulibaly si lascia andare anche in un gesto di stizza. Ma stavolta va per la sua strada e non si ferma. Come invece un anno fa.

Vergogna Olimpico

La Curva Nord, come gran parte dello stadio, intona a più riprese il solito coro «’O Vesuvio lavali col fuoco». Lo fanno come fosse una litania e non si risparmiano neppure in questa domenica delle Palme.

E allora eccolo sentire il ritornello dell’odio e del disprezzo rimbombare prima del match, con le squadre schierate; e poi ancora dopo poco piùdiunminuto;e ancora al 13’e soprattutto subito dopo il gol di José Callejon, al 25’ della ripresa. E ancora a fine gara, mentre  il Napoli festeggiava il successo schiacciante.

Ancora vergogna allo stadium: Juventini intonano cori contro la defunta madre di Meggiorini.

 

 

Exit mobile version