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SAN PAOLO che caos: Vertice Comune-Società. Il Napoli vuole vedere il progetto prima di dare l’ok

Stadio, slitta ancora la firma per la convenzione

Restiling San Paolo, il Napoli vuole vedere il progetto prima di dare l’ok. Vertice Comune-Società rimandata la firma della convenzione.

NAPOLI- Scrive il Mattino: Incontro a Palazzo San Giacomo per discutere dei lavori al San Paolo – vero snodo per arrivare a un accordo – per poi darsi appuntamento a fine anno. Quando il progetto di restyling dell’impianto di Fuorigrotta sarà concreto, solo a quel punto si potrà mettere mano alla gestione dell’impianto.

Vertice Comune-Società

I protagonisti del faccia a faccia sono Alessandro Formisano, manager del Napoli calcio e il Capo di gabinetto del Comune Attilio Auricchio, che si sono visti giovedì intorno all’ora di pranzo.

Rimandata la firma della convenzione.

Cosa è venuto fuori? Pur essendoci stato un riavvicinamento tra le parti, il tempo della firma non è ancora maturo. Sintetizzando al massimo, si può dire che la Società di patron Aurelio De Laurentiis prima di firmare la convenzione – che manca da oltre due anni – vuole capire che tipo di impianto verrà fuori dai lavori che il Comune sta iniziando a fare grazie a un mutuo da 25 milioni contratto con il Credito sportivo.

Il Napoli vuole vedere il progetto

Nella sostanza la Società – che non ha abbandonato l’idea di farsi uno stadio tutto suo –vuole avere voce in capitolo. La sensazione che l’accordo si possa trovare c’è, tutto dipende però dal progetto che il Comune intende fare per il San Paolo.

Azioni diplomatiche

Luigi de Magistris sta sondando la Società per capire quali aspetti stiano più a cuore a De Laurentiis. Si diceva del riavvicinamento tra la parti e queste azioni diplomatiche, comprese gli incontri, vanno nella direzione della distensione.

La nuova convenzione

La Società ha accettato il principio di fare una convenzione che potrebbe partire a gennaio e che termini quando finiranno i lavori allo stadio, cioè nel 2019. E poi approntarne un’altra più a lungo termine, si parla di una ventina di anni, per consentire a De Laurentiis di sfruttare i tanti spazi non utilizzati del San Paolo, fare altri lavori o e ammortizzare gli investimenti.

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