Napoli, il Cotugno ancora all’avanguardia contro il Covid. dopo il tocilizumab si sperimenta il Sofosbuvir

Napoli, al Cotugno  il Sofosbuvir dopo il Tocilizumab. L’ospedale partenopeo si conferma all’avanguardia nella lotta al Covid-19.

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NAPOLI. L’ospedale Cotugno si conferma centro di riferimento mondiale alla lotta contro il Coronavirus. La Campania, e Napoli in particolare, si è contraddistinta durante l’epidemia COVID-19. La regione guidata da De Luca è stata punto di riferimento in ambito sanitario, grazie alle eccellenze napoletane. La Cura Ascierto ha salvato moltissime vite, la sperimentazione con il Plasma iperimmune iniziata al Pascale è stata applicata in quasi tutti gli ospedali italiani.
Il Cotugno non si ferma è ha avviato una nuova sperimentazione con il Sofosbuvir, come ha spiegato al TG3 il professore Antonio Izzi, dirigente medico del presidio ospedaliero Cotugno. Izzi ha spiegato le caratteristiche del nuovo farmaco che può aggiungersi agli altri per curare la malattia.

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COTUGNO IL SOFOSBUVIR CONTRO IL COVID

Ecco quanto rivelato dal luminare del Cotugno, Izzi, sul Sofosbuvir: “C’è un farmaco che noi utilizziamo nel trattamento dell’Epatite C (HCV) che può essere utile nella lotta contro il Coronavirus. Il suo nome è Sofosbuvir, un farmaco antivirale che inibisce l’enzima “RNA polimerasi RNA-dipendente (NS5B)”, essenziale per la replicazione del virus dell’epatite c. A differenza di altri farmaci usati per eliminare il virus dell’epatite C, il Sofosbuvir agisce direttamente contro il virus, bloccandone il processo di replicazione.
Il Sofosbuvir non può essere assolutamente assunto da solo. Va preso insieme a ribavirina con o senza interferone peghilato, sin dal primo giorno di trattamento, formando una duplice o triplice terapia contro il Covid 19”.

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