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Napoli, Corbo: «Vivaio e De Bruyne, i guasti da riparare di una società in tilt»

NAPOLI – Il film del Centenario è ormai alle ultime riprese e arriverà nelle sale a gennaio 2027, nell’anno numero 101 della storia del Napoli e nel venticinquesimo della nuova presidenza. Ma, oltre al cinema, per Aurelio De Laurentiis si avvicina secondo Antonio Corbo anche il momento delle grandi decisioni sul futuro del club: cedere, aprire a fondi stranieri oppure rilanciare attraverso nuovi e importanti investimenti.

Nella sua analisi su Repubblica Napoli, Antonio Corbo individua innanzitutto due questioni da affrontare: il rendimento di Kevin De Bruyne e la necessità di costruire finalmente un settore giovanile dotato di strutture all’altezza.

De Bruyne, il rendimento con il Belgio apre il dibattito

Il primo tema riguarda KDB. Le recenti prestazioni offerte con la Nazionale belga hanno riacceso la discussione sul rendimento del fuoriclasse con il Napoli.

Corbo pone il tema in maniera netta: perché De Bruyne riesce a esprimersi a determinati livelli con il Belgio e meno frequentemente in azzurro? Preparazione, posizione tattica o altre ragioni?

Secondo l’editorialista, sarebbe necessario un confronto diretto e riservato tra il presidente e il calciatore.

De Bruyne aveva già espresso il proprio malessere rispetto alla posizione in campo durante la gestione Conte: «Non gioco mai nel mio ruolo». Una questione che, nell’analisi, avrebbe meritato un approfondimento maggiore già nei mesi precedenti.

Per Antonio Corbo su Repubblica Napoli, a gennaio toccherà anche ad Allegri far sentire maggiormente il proprio peso nelle scelte tecniche e nella costruzione della squadra.

Napoli, a gennaio servono quattro rinforzi

La rosa, secondo l’analisi, presenta diversi squilibri.

In difesa gli uomini non mancano, ma servirebbero un’alternativa con caratteristiche simili a Buongiorno e un terzino destro rapido sul breve. A complicare ulteriormente la situazione è arrivato anche l’infortunio di Favasuli con l’Under 21.

In attacco Hojlund rappresenta il centravanti di riferimento e ha dato segnali positivi durante gli impegni con la propria Nazionale. Alle sue spalle c’è Lucca, chiamato però a trovare maggiore continuità.

A centrocampo ci sono Lobotka e Gilmour, mentre restano da definire le situazioni di Anguissa e McTominay. Più avanti, invece, il Napoli dispone di numerosi calciatori utilizzabili alle spalle della punta: De Bruyne, Vergara, Neres, Alisson, Lang e Giovane.

L’idea espressa nell’editoriale è che Giovanni Manna possa sfruttare il mercato di gennaio, anche attraverso scambi e prestiti, per intervenire soprattutto in quattro ruoli: un’altra punta, un difensore esterno maggiormente portato alla marcatura e due centrocampisti solidi.

De Laurentiis davanti alle scelte sul futuro

Secondo Antonio Corbo su Repubblica Napoli, terminato il lavoro sul film del Centenario, De Laurentiis sarà chiamato anche a riflettere sul futuro della società e della propria famiglia all’interno del club.

L’editorialista legge i silenzi che circondano il presidente come il segnale di una fase di riflessione e sostiene che il Napoli debba confrontarsi contemporaneamente con una rosa da rivedere e con un calcio profondamente cambiato.

Ed è proprio qui che entra in gioco l’altro grande tema: il vivaio.

Napoli, serve una rivoluzione nel settore giovanile

Corbo richiama l’esempio del Napoli di Ferlaino, capace di vincere con Maradona ma anche con una rosa composta da numerosi calciatori meridionali.

Il mercato italiano è cambiato e diversi giovani cresciuti nel Paese vengono ceduti all’estero per cifre importanti. L’editoriale cita, tra gli altri, Ahanor, Palestra e Kayode, oltre ai precedenti di Tonali e Calafiori.

Viene inoltre evidenziato il percorso dei fratelli originari di Castellammare approdati rispettivamente a Inter, Sassuolo e Sampdoria senza essere intercettati dal Napoli.

Per questo, nell’analisi di Antonio Corbo su Repubblica Napoli, non sarebbe sufficiente individuare semplicemente un’area per il futuro centro sportivo. Servirebbe un progetto molto più ampio: strutture moderne per il vivaio, un centro medico, tecnici specializzati e adeguatamente retribuiti e una rete di osservatori capace di individuare il talento sul territorio.

Il punto conclusivo dell’editoriale diventa così una domanda sul futuro: dopo oltre vent’anni alla guida del Napoli, De Laurentiis è pronto ad aggiornare ancora una volta il proprio modello?

Tra prima squadra, mercato, De Bruyne e settore giovanile, per il club si avvicina una fase di scelte destinate a incidere sul prossimo ciclo.