Gattuso lancia Lobotka alla Hamsik. L’esordio accompagnato da una coincidenza

Gattuso pensa a Lobotka nel ruolo che fu di Hamsik. Il tecnico si affida alla qualità dello slovacco ma anche ad una fortunatissima coincidenza.

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Gattuso ci prova come fece Ancelotti con Hamsik: al centro del 4-3-3: Lobotka come Marek nella posizione di regista.

Ringhio non vuole rischiare Demme che negli equilibri del Napoli è diventato centrale. Ma l’influenza, che già ha fatto una serie di “vittime” è un pericolo da non sottovalutare, per Demme e anche per gli altri.

Il centrocampista è stato tenuto lontano nel viaggio di trasferimento verso Genova. Sul charter, con i suoi compagni, Demme non c’era, ma in albergo sì.

Il tedesco è arrivato dopo cena, in compagnia di uno dei medici del calcio Napoli. Si tenta un recupero, più difficile che impossibile, e per evitare di contagiare qualche collega.

Ventidue convocati, tra cui Demme e anche Politano, pure lui vittima d’un febbrone per due giorni.

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Gattuso pensa a Lobotka nel ruolo che Ancelotti pensò per Hamsik: al centro del 4-3-3.

Secondo il Corriere dello sport: “c’è Hamsik ovunque ci sia Lobotka, e magari accadrà anche stasera, a Marassi.  Quella cabina di regia che gli apparterrà come fu con il suo capitano.

Il primo tentativo di ammodernamento di Ancelotti, rimasto però un esperimento a metà. Stasera, in un Marassi che gli si para dinnanzi in tutto il suo fascino, non ci sarà giocata che non transiterà dai suoi piedi.

Ventidue minuti con la Lazio, e poi ventuno minuti con la Juventus, per entrare nella parte di Demme, per impossessarsi di un ruolo che gli verrà consegnato di nuovo stavolta, e dal fischio d’inizio.
Venti milioni (più quattro di bonus), per aver un playmaker che sapesse essere anche mezzala, per regalarsi Lobotka, inseguito per due anni, e lasciare che il gioco passasse (anche) da lui, per prendersi una ventata dell’Est che in qualche modo ricollegasse ad Hamsik.

Marek, 520 partite 121 gol che non oscurano il suo «connazionale», né l‘appesantiscono di responsabilità. Ma con la Sampdoria si gioca la partita di Lobotka, e guarda un po’ la combinazione, lo fu anche per Hamsik, che il suo primo gol in maglia azzurra lo segnò – però al San Paolo – ai blucerchiati, spettatori del suo congedo, il 2 febbraio di un anno fa. Le coincidenze sono le cicatrici del destino, scriverebbe Zafon”.

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