Gazzetta dello Sport: “De Laurentiis show: «Nuovo stadio in 24 mesi, il Maradona va abbattuto. Centro sportivo a Qualiano»”

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Quando Aurelio De Laurentiis prende la parola, gli argomenti non mancano. Dal nuovo centro sportivo allo stadio di proprietà, passando per il Maradona, Gerry Cardinale, Luciano Spalletti, il futuro del calcio europeo e il rapporto con gli ultrà. Il presidente del Napoli ha affrontato numerosi temi da Palazzo Grazioli, a Roma, in occasione del Premio Sportivo alla Carriera ricevuto dall’Associazione della Stampa Estera in Italia.

Come racconta Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, De Laurentiis ha cominciato annunciando importanti novità sul futuro centro sportivo del Napoli.

«Posso darvi due notizie. Il discorso della prima pietra del centro sportivo è stato complicato. Avevamo individuato un terreno, ma a Napoli andando avanti nelle verifiche si scoprono situazioni che diventano divertenti e allo stesso tempo patetiche. Adesso, però, a Qualiano abbiamo trovato 17 ettari e mezzo: lì realizzeremo dieci campi di calcio e 7.500 metri quadrati tra uffici e spogliatoi, destinati alla prima squadra e a tutto il settore giovanile».

Nuovo stadio da 70mila posti

Il progetto più ambizioso riguarda però la futura casa del Napoli. Le posizioni del club e delle istituzioni restano distanti: De Laurentiis vuole costruire un impianto di proprietà, mentre il sindaco Manfredi e la Regione puntano sulla riqualificazione del Maradona in vista di Euro 2032.

Il presidente azzurro ha svelato i dettagli del proprio piano.

«Per lo stadio ho una lettera d’intenti firmata un mese fa con la Q8, che a Napoli Est ha individuato 38 ettari. Lì ho progettato uno stadio da 70 mila posti, con 120 sky box, ristoranti e tutto il resto. In aggiunta, ci sarà un museo interattivo, realizzato con la mia gente di Los Angeles, dove sarà possibile giocare virtualmente una partita con chi si vuole: Maradona, Cavani, Higuain. Per realizzarlo serviranno tempo e milioni di dollari».

Come riporta Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, De Laurentiis immagina inoltre un impianto senza pista d’atletica e capace di ospitare anche eventi differenti dalle partite.

«Senza pista, quella la lasciamo a chi deve fare atletica. Avete visto il nuovo stadio del Real Madrid, con il terreno che scende e la base che viene fuori per permettere di organizzare i concerti senza rovinare il campo? Ogni estate, quando il comune organizza i concerti al Maradona, io devo rifare il terreno e quest’anno mi hanno quasi rotto le tubature dell’irrigazione».

«Il Maradona andrebbe demolito»

Proprio il futuro del Maradona resta uno dei punti di maggiore distanza con le istituzioni. De Laurentiis ha ribadito la propria contrarietà al progetto di restyling con parole durissime.

«Andrebbe demolito».

Il presidente ha quindi spiegato ulteriormente la propria posizione: «La Regione vuole investire 150 milioni e il comune altri 50: con 200 milioni al Maradona gli fai appena una carezza. Dopo ventidue anni in cui gioco in quello stadio, che ho definito più volte un cesso, posso dire che 200 milioni servono a poco».

De Laurentiis ha poi rilanciato la sfida: «Loro vogliono divertirsi? Vogliono fare casino? Lo facciano. Io continuerò a giocare da loro finché non avrò costruito il nuovo stadio. Non ci metterò una vita, serviranno 24 mesi. E sarà finanziato completamente da me. Col nuovo impianto, quello attuale viene abbattuto».

L’attacco a Cardinale

Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport racconta anche l’aneddoto relativo a Gerry Cardinale, proprietario del Milan, con cui De Laurentiis aveva cenato tre anni fa.

«Tre anni fa mi fece un discorso a cui non obiettai, altrimenti lo avrei preso e buttato fuori. Diceva cose che, dal mio punto di vista, non stavano né in cielo né in terra. Era un proprietario che aveva esigenze da finanziere, non da vero imprenditore».

Il numero uno del Napoli ha poi allargato il discorso al ruolo dei fondi nel calcio.

«C’è un concetto imprenditoriale che non tutti rispettano. Cardinale e i fondi hanno investito denaro per farlo fruttare ai loro investitori: se dopo un po’ di tempo non hanno avuto un guadagno, allora che beneficio è stato apportato? Nessuno».

De Laurentiis e Spalletti

Inevitabile anche una domanda su Luciano Spalletti.

«Non fatemi parlare di Spalletti. Lei guarda la tv? C’è un racconto in cui vengono messi in scena Totti e Spalletti e vengono raccontati in forma di fiction gli avvenimenti relativi a quella vicenda…».

Poi un’altra considerazione destinata a far discutere: «Gli allenatori devono capire di essere dei collaboratori chiamati a dirigere l’orchestra formata dai calciatori, ma rimangono dei dipendenti. A volte tendono a dimenticarlo…».

«Lo sport è in crisi in Europa»

De Laurentiis ha affrontato anche i problemi strutturali del calcio europeo, facendo un confronto con gli Stati Uniti.

«Lo sport non è in crisi in America, lo è in Europa. Se il calcio inglese fattura tre volte quello italiano e chiude il bilancio in perdita, significa che le cose non funzionano».

Sul presidente della Fifa Gianni Infantino ha aggiunto: «Fa il suo lavoro dal suo punto di vista. Bisognerebbe avere la forza di dire che tutte queste partite non le vogliamo fare, ma dipende da associazioni e leghe nazionali. Alle assemblee di Lega si parla di tutto ciò che non serve…».

L’affondo sugli ultrà

In chiusura, come evidenzia ancora Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, il presidente del Napoli è tornato sul delicato rapporto con il mondo ultrà.

«Il calcio deve essere passione e partecipazione, educativo per i bambini. Non puoi avere gli hooligans con il concetto ACAB. Non puoi avere ultrà di matrice mafiosa, ndranghetista o camorrista. Quello che è successo all’Inter un anno e mezzo fa è un grosso problema».

Una lunga uscita pubblica, dunque, nella quale De Laurentiis ha tracciato la strada che immagina per il futuro del Napoli: un centro sportivo a Qualiano, uno stadio di proprietà da 70mila posti a Napoli Est e una posizione sempre più distante rispetto al progetto di ristrutturazione del Maradona.