Malta, caso Caruana Galizia: la procura ricorre contro l’assoluzione di Fenech
LA VALLETTA (MALTA)(ITALPRESS/MNA) – La pubblica accusa ha presentato formalmente ricorso contro l’assoluzione di Yorgen Fenech per l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia.
Il ricorso, depositato questa mattina, arriva a meno di tre settimane dalla sentenza con cui una giuria composta da nove membri aveva assolto Fenech con un voto di 8 a 1 da entrambi i capi d’accusa. Con il deposito del ricorso diventa formale la decisione, già annunciata dal procuratore generale, di contestare la sentenza di assoluzione.
Fenech era stato assolto il 2 settembre al termine di un processo durato 55 giorni, durante il quale sono stati ascoltati oltre 100 testimoni.
Il primo capo d’accusa riguardava la complicità nell’omicidio volontario di Caruana Galizia, mentre il secondo contestava a Fenech l’associazione con altre persone allo scopo di commettere un reato a Malta. Secondo l’accusa, Fenech avrebbe commissionato e finanziato l’assassinio attraverso l’intermediario Melvin Theuma. Fenech ha negato di aver ordinato o finanziato l’omicidio.
Il ricorso non annulla l’assoluzione né implica che Fenech sia stato riconosciuto colpevole. Spetterà ora alla Corte d’Appello penale, composta da tre giudici, esaminare i motivi di ricorso e stabilire se sussistano i presupposti previsti dalla legge per disporre un nuovo processo. L’avvocato Jason Azzopardi, che rappresenta la famiglia Caruana Galizia come parte civile, aveva dichiarato dopo la sentenza di aspettarsi un ricorso particolarmente incisivo da parte della Procura.
Anche Matthew Caruana Galizia aveva accolto con favore la decisione del procuratore generale di chiedere un nuovo processo. La famiglia Caruana Galizia non può presentare autonomamente ricorso contro l’assoluzione, ma può partecipare al procedimento a fianco del procuratore generale.
Il ricorso arriva mentre prosegue separatamente un’indagine della polizia che coinvolge alcuni dei giurati del processo. La polizia ha precisato che l’indagine riguarda il giuramento prestato dai giurati e presunte dichiarazioni pubbliche che alcuni di loro avrebbero rilasciato prima dell’inizio del processo. Le persone coinvolte sono state successivamente rilasciate su cauzione di polizia.
L’indagine è distinta dal procedimento d’appello e, di per sé, non dimostra l’esistenza di irregolarità nel raggiungimento del verdetto. Separatamente, la giudice Edwina Grima aveva disposto la trasmissione al commissario di polizia di elementi emersi durante il processo e la loro acquisizione nelle inchieste magistrali ancora in corso. Ora sarà la Corte d’Appello penale a stabilire se l’accusa abbia fornito sufficienti motivi giuridici per disporre un nuovo processo.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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FONTE ITALPRESS
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