Gazzetta dello Sport: “Napoli al minimo”

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Senza gol diventa difficile andare lontano. Il Napoli di Massimiliano Allegri arriva alla prima pausa della stagione con un problema evidente: l’attacco non riesce a incidere quanto dovrebbe. Non è soltanto una questione di gioco o di occasioni costruite, ma soprattutto di cinismo, cattiveria sotto porta e capacità di aggredire il pallone dentro l’area.

Come evidenzia Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, i numeri fotografano perfettamente il momento: sette gol nelle prime sei partite ufficiali rappresentano il record negativo del Napoli di Serie A nell’era De Laurentiis. Un dato che si aggiunge ai sette punti conquistati nelle prime cinque giornate di campionato e che Allegri dovrà provare a cancellare rapidamente.

Sette gol in sei partite: il confronto con il passato

Per trovare una partenza ancora meno produttiva bisogna tornare al primo periodo della gestione De Laurentiis. Nella stagione 2005-06, dopo la delusione della finale playoff persa in Serie C, il Napoli costruito da Marino e affidato a Reja segnò appena sei reti nelle prime sei gare ufficiali.

Quella squadra, però, avrebbe poi iniziato una cavalcata trionfale.

La situazione attuale è differente. La fiducia nella qualità della rosa resta, nonostante un mercato che non abbia consegnato rinforzi ad Allegri, ma il Napoli è ancora molto distante dalle versioni spettacolari ammirate negli anni di Serie A.

Un piccolo motivo di speranza arriva proprio dalla storia. Anche nella stagione della promozione dalla Serie B e nei primi anni in A, gli azzurri avevano realizzato soltanto otto gol nelle prime sei partite, riuscendo poi a cambiare passo.

Come ricorda Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, invertire la tendenza è quindi possibile, ma il campanello d’allarme è già evidente. I sette gol sono arrivati tutti in campionato, mentre in Champions League contro l’Arsenal il Napoli è rimasto a secco.

Hojlund miglior marcatore, ma mancano gli assist

Rasmus Hojlund è il miglior realizzatore della squadra con due reti, nate praticamente da iniziative personali. Il problema indicato più volte da Allegri riguarda invece la qualità dell’ultimo passaggio.

Negli ultimi venticinque metri il Napoli continua a sbagliare troppe scelte.

Il dato degli assist è particolarmente significativo: appena due. Il primo è quello di De Bruyne per Vergara a Genova, pur con il dubbio che il passaggio fosse indirizzato a Lucca; il secondo è di Favasuli per Lobotka contro il Bologna.

Numeri troppo bassi per una squadra che può contare sulla qualità di De Bruyne, sulla fantasia di Alisson, Lang e Neres e sulla capacità di incidere sulle fasce di Politano e Favasuli.

Lobotka e Gilmour salvano l’attacco

Anche l’identità degli ultimi due marcatori rappresenta un segnale. Contro il Bologna ha deciso Lobotka, mentre a Firenze è stato Gilmour a portare in vantaggio il Napoli.

Due registi, dunque, chiamati a sopperire alle difficoltà degli uomini offensivi.

Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport sottolinea come nessuno dei due abbia mai avuto nel gol la propria caratteristica principale. Lobotka è arrivato appena alla quarta rete in otto stagioni con la maglia del Napoli. Per Gilmour, invece, quello realizzato al Franchi è stato soltanto il secondo gol segnato con una squadra di club nell’intera carriera.

La rete dello scozzese non è stata comunque casuale dal punto di vista tattico, essendo nata da uno schema studiato in allenamento.

Hojlund troppo isolato: appena 15 tocchi in area

C’è poi un altro numero che fotografa le difficoltà offensive degli azzurri: i tocchi di Hojlund nell’area avversaria.

Il centravanti ne ha totalizzati appena 15 nelle prime sei partite. Una cifra molto distante da quella delle principali punte del campionato: Lautaro Martinez è a quota 48 in sei gare, Malen a 47, mentre Douvikas e Kolo Muani sono entrambi a 31.

Hojlund continua a essere costretto a lavorare troppo spesso spalle alla porta, isolato tra i difensori avversari e lontano dalla zona nella quale potrebbe diventare realmente pericoloso.

Il Napoli deve quindi trovare il modo di servirlo meglio e accompagnare maggiormente le sue azioni.

Allegri: «Ci manca quel pizzico di lucidità e cattiveria»

Il passaggio al 4-2-3-1 ha portato qualche miglioramento nella produzione offensiva, ma evidentemente non è ancora sufficiente.

Al termine della partita di Firenze, Allegri ha individuato uno dei problemi: «Ci manca quel pizzico di lucidità e cattiveria quando siamo dentro l’area».

Come sottolinea ancora Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, potrebbe non essere l’unica spiegazione, ma risolvere questo aspetto diventa una priorità.

Il Napoli deve aumentare il peso del proprio attacco, coinvolgere maggiormente Hojlund e sfruttare la qualità degli uomini alle sue spalle. Sette gol in sei partite rappresentano un record negativo da cancellare in fretta se gli azzurri vogliono restare agganciati alle ambizioni con cui avevano cominciato la stagione.