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Video: I Borbone hanno insegnato come costruire case antisismiche

I Borbone hanno insegnato come costruire case antisismiche, un video documentario di Angelo Forgione e il contributo del corriere della sera per svelare l’ingegno del regno delle due Sicilie.

I Borbone hanno insegnato come costruire case antisismiche

Lo studioso e meridionalista Angelo Forgione documenta l’importanza della tecnologia raggiunta dai Borbone in fatto di case antisismiche .

Il corriere della sera pubblica uno studio del CNR di Trento che ha sperimentato la tecnologia ani-terremoto del regno delle due Sicilie sviluppata dopo il terremoto in Calabria del 1783.

Elisabetta Cruzel scrive:

Case antisismiche? Già all’epoca dei Borbone si sapeva come costruirle. È quanto sostengono gli scienziati del Cnr-Ivalsa di San Michele all’Adige (Trento) che, dopo aver ricostruito in scala 1:1 una parete di muratura e legno secondo le prescrizioni dei codici antisismici di fine Settecento, ne hanno testato la resistenza. Il risultato: esame ampiamente superato. Per comprendere l’importanza dello studio è utile ricordare che nel 1783 il territorio della Calabria meridionale fu colpito da un catastrofico terremoto che rase al suolo gran parte del costruito (tra cui le città di Reggio e Messina) e che causò circa 30-50 mila morti.

NORME ANTISISMICHE – I danni politici e sociali, pressoché incalcolabili, spinsero i Borbone delle Due Sicilie a redigere le prime norme antisismiche d’Europa: un codice per la costruzione degli edifici che raccomandava l’utilizzo di un’intelaiatura lignea all’interno della parete in muratura. Quando costruite «a norma», le case reggevano, grazie all’elasticità del legno – e questo si vide già dopo i terremoti del 1905 e del 1908, che pur essendo eventi tellurici importanti (magnitudo 6,9 sulla scala Richter) non provocarono nei «nuovi» edifici altro che «danni non significativi, con limitate porzioni di muratura collassate».

PALAZZO VESCOVILE DI MILETO – Un team di scienziati dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Cnr (Cnr-Ivalsa) e del dipartimento di scienza della Terra dell’Università della Calabria ha ricostruito in laboratorio, seguendo le indicazioni del regolamento edilizio borbonico, una parete del Palazzo del vescovo di Mileto, eretto a Vibo Valentia a fine Settecento secondo le norme citate. Questo edificio monumentale, pur versando attualmente in uno stato di abbandono, è staticamente ancora indenne.

RICOSTRUZIONE – La ricostruzione è stata fedele: uguale la tecnica di costruzione della muratura, e uguale persino il legno (castagno calabrese) utilizzato per creare un’intelaiatura interna. La parete è stata quindi sottoposta a test meccanici. «Abbiamo imposto alla sezione una serie di spostamenti alternati nelle due direzioni, via via crescenti», ha spiegato Ario Ceccotti, direttore di Ivalsa, «così da simulare il comportamento alle azioni sismiche, anche le più importanti, della parete intelaiata».

PROVA – La parte in legno ha superato la prova rimanendo quasi completamente integra; i danni al resto della parete si sono limitati a «qualche piccola espulsione di muratura». L’accoppiata «legno più muratura» appartiene in effetti alla tradizione di molte zone sismiche. Registrata nei Balcani, in Grecia, in Asia centrale, in India «e in genere nei territori che da sempre si confrontano con questi eventi, potrebbe essere recuperata in maniera proficua. Oggigiorno», continua Ceccotti, «si usano tecniche completamente diverse, e anche il legno da costruzione ha assunto altre forme. Ma perché devo utilizzare necessariamente una camicia in cemento armato invece che un graticcio di legno?».

SICUREZZA – L’istituto di San Michele, che già aveva dimostrato l’ottima resistenza sismica di un edificio multipiano di legno in un esperimento tenutosi in Giappone, auspica nuovi fondi per continuare le indagini su una tecnologia che, per quanto plurisecolare, «potrebbe essere favorevolmente applicata a edifici moderni, garantendone la stabilità e dando sicurezza alle persone che li abitano».

Ecco il documentario di Angelo Forgione:

 

Note: Angelo Forgione- Made in naples. Elisabetta Cruzel-corriere della sera

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