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Non è una questione di colori. Non lo è oggi, quando a beneficiarne è l’Inter. Non lo sarà domani, quando toccherà al Napoli, né dopodomani a qualcun altro. Come sottolinea Michele Criscitiello su Sportitalia, chi continua a non capire questa battaglia è solo perché resta prigioniero di un tifo ottuso. Antonio Conte, tecnicamente, può anche non avere ragione. Ma nella sostanza ha straragione quando urla «Vergognatevi» in faccia a una classe arbitrale imbarazzante, incapace di comprendere che i campionati devono deciderli il campo e i calciatori, non una chiamata partita da Lissone.
La tecnologia, che doveva aiutare il calcio, si è trasformata in un boomerang. È questa la linea ribadita da Michele Criscitiello sulle colonne di Sportitalia: siamo probabilmente gli unici ad aver rovinato questo sport con uno strumento che, nelle mani giuste, dovrebbe ridurre gli errori. Prima c’erano tre arbitri scarsi, due dei quali correvano avanti e indietro con una bandierina. Oggi i più pericolosi sono seduti dietro a una scrivania, davanti a un monitor, a esercitare un potere che non possono più esercitare in campo per limiti d’età.
Il problema non è Inter-Napoli. E non è colpa dell’Inter. Come evidenzia ancora Michele Criscitiello di Sportitalia, la responsabilità è di una classe arbitrale mediocre, di un direttore di gara come Doveri che dovrebbe essere il migliore e invece dovrebbe solo smettere di arbitrare, e di un designatore che dice tutto e il contrario di tutto a seconda delle settimane. Basta andare a rileggere cosa pensa Rocchi dei pestoni sui piedi per rendersi conto di quanto la linea arbitrale sia diventata confusa e incoerente.
Quello di Milano non è rigore. E non deve esserlo mai. Né per Milan, né per Inter, né per Juventus, Sassuolo o Pisa. Lo ribadisce con forza Michele Criscitiello su Sportitalia: quelli non sono rigori. Punto. Stop. Cinema finito. Non parlateci di regolamento e risparmiateci le lezioni dell’AIA. Chi conosce il calcio non può accettare che un pestone a palla già giocata decida un intero campionato. Perché se il Napoli non avesse avuto le palle di Conte, quel campionato sarebbe finito nell’inferno di San Siro, deciso da un ufficio e non dal campo.
La partita, paradossalmente, è stata bellissima. L’Inter, fino all’1-1, ha dominato e il Napoli ha pareggiato quando avrebbe potuto stare sotto di due gol. Poi la gara è cambiata. Ma ancora una volta siamo qui a parlare delle stesse cose, per colpa delle stesse persone. Così si sta distruggendo lo sport più bello del mondo.
Grazie a Inter e Napoli per lo spettacolo. E sì, diciamolo senza ipocrisie: guardando la Coppa d’Africa emerge una verità scomoda. Il terzo mondo del calcio, oggi, siamo noi. Per stadi, per direzioni arbitrali, per gestione della tecnologia. E Antonio Conte ha fatto bene a urlarlo: «Vergognatevi».