Sarri vuole più soldi ma anche più poteri. Emisarri dello United per Mertens

Sarri vuole più soldi ma anche più poteri. Aspetta un nuovo contratto e chiede di essere al centro del progetto tecnico di De Laurentiis. In tribuna al Meazza gli emissari del Manchester United per Mertens.

Scrive il Mattino

Sarri vuole più soldi ma anche più poteri per essere la centro del progetto Napoli.

MILANO. Sarri vuole più soldi ma anche più poteri.  È una faccenda da non prendere sotto gamba. Non ha il contratto in scadenza, eppure Sarri non perde occasione per far comprendere che ogni momento potrebbe essere quello giusto per voltare pagina. Ovvero, per andare via. Si sa, i pezzi di carta nel calcio possono valere poco o niente. Così, in questo momento nessuno se la sentirebbe di giurare che Sarri resti sulla panchina del Napoli il prossimo anno. O viceversa, che non sia De Laurentiis a stufarsi di lui.

Ma Sarri manda dei segnali chiari, quasi minacciosi: dice che rimarrà, sia pure senza convinzione. E questo viene letto come un messaggio di disponibilità che manda al resto d’Italia. E da questi messaggi ha anche capito che in giro c’è chi è disposto a pagargli anche uno stipendio molto più alto (1,4 milioni di euro) di quello che percepisce al Napoli. Lasciandogli persino i diritti di immagine da gestire. E tra questi la Roma del consulente Baldini, suo vicino di casa e quindi interlocutore privilegiato.

Sarri come Wenger

Allora? Sarri, probabilmente, attende l’incontro a fine stagione con De Laurentiis per chiarire la marea di incomprensioni sorte in questi mesi (a Roma, non si andò oltre una fredda e distaccata stretta di mano). Ma non solo: forse spera in un altro prolungamento del contratto. Con un nuovo ritocco. E con una iniziativa che parta dal presidente del Napoli. In realtà lui sogna di essere al Napoli quello che Wenger è all’Arsenal: vorrebbe essere messo al centro del progetto tecnico, che dipenderà anche dalla riconferma di pezzi pregiati come Mertens.

Al Meazza emissari dello United per Mertens

Andasse via (al Meazza c’erano gli osservatori del Manchester United), la prima scelta potrebbe essere il giovane laziale Keita, che ha deciso il derby con la Roma. Quand oparla del rinnovo di Mertens, la sensazione è che Sarri faccia una provocazione: era una riserva prima della «sua» decisione di trasformarlo in falso nove.

Sarri prima donna

I tifosi del Napoli vorrebbero ascoltare un «rimango» che non viene pronunciato nonostante ci sia un contratto fino al 2018 con il club. Lui ammette e non ammette ogni volta l’esistenza di qualche perplessità. E quando parla del mercato, lancia altri messaggi: «Parlerò il 30 agosto». Come a dire:stavolta dirò chi volevo e chi non volevo. Ogni volta non chiude la porta al suo addio: lascia sempre uno spiraglio, sul cui effettivo peso si scatenano le dispute: e non importa se arriverà secondo o terzo.

Lui soffre per gli scontri con De Laurentiis, sogna un ambiente in cui nessuno metta mai in discussione la sua leadership. E che metta lui al centro di tutto il progetto tecnico.

 

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