Regione Puglia investe 41,1 milioni per verde urbano, coste e rete ecologica

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BARI (ITALPRESS) – Più verde nelle città, ripristino di ecosistemi costieri, connessioni ecologiche capaci di ricucire il territorio. È questa la strategia attraverso cui Regione Puglia vuole agire contemporaneamente su tre scale, urbana, costiera e regionale, attraverso i tre avvisi dedicati alle infrastrutture verdi urbane e periurbane, alla riqualificazione ecologica della fascia costiera e all’attuazione della rete ecologica regionale. Per la rilevanza degli interventi e per ampliare la platea dei territori coinvolti, la Giunta regionale ha approvato lo stanziamento di ulteriori 19.785.700 euro destinati allo scorrimento delle graduatorie dei tre bandi, tutti finanziati nell’ambito del PR Puglia 2021-2027, Priorità II “Economia verde”, Azione 2.13 “Interventi di infrastrutturazione verde del territorio”.

Con i finanziamenti già assegnati e le risorse aggiuntive per gli scorrimenti, il quadro complessivo raggiunge 41,1 milioni di euro di investimenti, con interventi distribuiti su circa 2.296 ettari di territorio. I progetti prevedono complessivamente circa 588 ettari di incremento e implementazione della dotazione verde, oltre 260 mila nuove piantumazioni e la de-impermeabilizzazione di oltre 107 mila metri quadrati di superfici, pari a circa 10,8 ettari.

“Un grande piano per rendere la Puglia una regione più verde e più resistente ai cambiamenti climatici – ha esordito così il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, durante la conferenza stampa odierna utile a raccontare i progetti finanziati da tre bandi promossi dalla regione Puglia in favore dei Comuni -. L’obiettivo è quello di creare tanti cordoni verdi lungo tutta la Puglia, così da attrezzare le nostre città contro i cambiamenti climatici, che rischiano di rendere ancora più fragili quelle fasce di popolazione che già nei mesi scorsi di caldo torrido hanno rischiato una sorta di lockdown climatico. Ormai il cambiamento climatico è diventato un argomento che appartiene alla nostra quotidianità. Ora sta a noi chiederci se continuare ad affrontare la questione in chiave emergenziale o finalmente cominciare a lavorare per attrezzare le nostre città per renderle climaticamente resistenti. Per questo abbiamo deciso di investire ulteriori 20 milioni di euro, fino a un totale di 41 milioni, per sostenere le progettualità dei Comuni con proposte di rinaturalizzazione dei luoghi, rimozione delle isole di calore, rimboschimento delle città e delle aree periferiche, demolizione di edifici lungo le coste e le lame con l’obiettivo di rendere la Puglia una regione più verde, più vivibile e più resiliente ai cambiamenti. Attraverso questi progetti saranno interessati 2300 ettari di territorio, piantumati oltre 260mila specie e più di 11 ettari di superficie torneranno permeabili attraverso la rimozione dei materiali in superficie. Abbiamo voluto insistere su questi progetti perché intervengono in aree antropizzate che in questo modo vengono liberate e rese più forti contro le ondate di calore, le precipitazioni e gli eventi estremi a cui speriamo di non doverci abituare. La nostra strategia nei prossimi anni corre su due binari paralleli – conclude Decaro -: forestare le aree naturali creando dei veri e propri boschi, riforestare le aree colpite dagli incendi nei mesi scorsi e liberare le aree urbane e periurbane da tutte quei materiali e infrastrutture che le rendono climaticamente resistenti. Lavoriamo anche sulle coste e rafforziamo la rete ecologica regionale che finalmente diventa oggetto di sviluppo e valorizzazione”.

“La sfida dei cambiamenti climatici ci impone di cambiare il modo in cui immaginiamo e trasformiamo i nostri territori – ha sottolineato l’assessora al Paesaggio e Costa, Marina Leuzzi -. Per questo Regione Puglia sta costruendo una strategia nella quale natura, permeabilità dei suoli, biodiversità e qualità dello spazio pubblico diventano parte integrante delle politiche territoriali, non elementi aggiuntivi. È un vero cambio di paradigma nella pianificazione: il verde non è più un elemento decorativo della città, ma una vera infrastruttura climatica e un criterio ordinario con cui progettare le trasformazioni del territorio. I tre bandi vanno esattamente in questa direzione: dalle città alle coste, fino alle reti ecologiche regionali, mettiamo in campo interventi capaci di prevenire la frammentazione degli habitat, la deimpermeabilizzione dei i suoli e rafforzare la capacità dei territori di affrontare gli effetti della crisi climatica. È necessario cambiare il paradigma nella pianificazione e progettazione delle città e del territorio: è il principio che vogliamo portare sempre più dentro nelle future politiche sullo spazio pubblico e sul consumo di suolo: non solo proteggere la natura che abbiamo, ma ricostruire quella che abbiamo perso e restituire al territorio nuove capacità di adattamento e resilienza”.

“Le misure presentate sono un ulteriore tassello di una strategia complessiva che guarda alla tutela del verde e del paesaggio e al benessere delle persone – ha commentato l’assessora regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento -. Abbiamo avviato la Cabina di regia per l’adattamento ai cambiamenti climatici e presto convocheremo ulteriori incontri per individuare misure per non trovarci impreparati ad affrontare la prossima stagione estiva. Creare rifugi climatici nelle aree urbane e periurbane ha ormai un rilievo sociale. Nel frattempo stiamo lavorando anche a misure per la tutela e la valorizzazione dei parchi e dei boschi pugliesi”.

Nel dettaglio, il bando dedicato alle infrastrutture verdi urbane e periurbane passa, considerando i progetti già finanziati e quelli interessati dallo scorrimento, a 20 interventi complessivi, per un investimento di circa 21,97 milioni di euro. I progetti coinvolgono Province, Comuni, Aree protette e interessano circa 308 ettari, con 90,5 ettari di incremento della dotazione verde, circa 70mila piantumazioni e 73mila metri quadrati di superfici de-impermeabilizzate. Gli interventi riguardano parchi e aree verdi, corridoi ecologici urbani e periurbani, recupero di aree degradate e trasformazione di superfici oggi impermeabili.

Sulla fascia costiera, con 9 progetti complessivi e un investimento di circa 9,49 milioni di euro, gli interventi si articolano su circa 228 ettari, con 57,3 ettari di nuova o implementata dotazione verde, circa 67.500 piantumazioni e 22.500 metri quadrati di de-impermeabilizzazione. Qui l’obiettivo è la ricostruzione degli ecosistemi costieri attraverso il recupero dei cordoni dunali, la rinaturalizzazione, l’ampliamento degli habitat, il recupero delle aree umide e della macchia mediterranea, la rimozione di edifici, asfalto e altri detrattori e la ricomposizione delle connessioni tra costa, zone umide e aree interne.

La Rete ecologica regionale rappresenta infine l’intervento di maggiore estensione territoriale: 9 progetti complessivi, per circa 9,65 milioni di euro, che interessano circa 1.760 ettari, con 440 ettari di incremento o implementazione della dotazione verde, circa 123 mila piantumazioni e 12.200 metri quadrati di superfici de-impermeabilizzate. Gli interventi coinvolgono boschi, habitat, aree agricole, zone umide, gravine, tratturi e corridoi ecologici, con l’obiettivo di rafforzare le connessioni naturali e ricucire parti del territorio oggi frammentate. Per questi interventi sono inoltre stimate oltre 1.800 tonnellate di CO2 assorbite ogni anno. Nel loro insieme, dunque, i tre bandi delineano un’unica infrastruttura verde regionale: più natura dentro le città, ecosistemi più integri lungo la costa e connessioni ecologiche capaci di attraversare e ricucire il territorio pugliese. Un’azione che punta a migliorare la qualità degli spazi pubblici e del paesaggio, tutelare la biodiversità e accompagnare la Puglia nella transizione verso territori più resilienti e sostenibili.

– Foto Regione Puglia –

(ITALPRESS).

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FONTE ITALPRESS

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