Quel «ci può stare» detto da Benitez.

Supercoppa 2012 e la sfida a gennaio 2015: quando esplode la grande rabbia azzurra. A Pechino fu il caos e venne disertata la premiazione Quel «ci può stare» detto da Benitez…

Di: Antonio Giordano Cds

Quel «ci può stare» detto da Benitez…

MAZZOLENI-Il caos di Pechino è un poster di questa «faida» scatenatasi nel «Nido d’uccello», un capolavoro d’arte moderna nel quale la Supercoppa italiana viene assegnata l’11 agosto del 2012, al termine d’un match che ha spigoli ovunque e che eleggerà Mazzoleni, l’arbitro, a «nemico accertato» d’una Napoli che non gliela perdonerà mai più, ad ogni apparizione al San Paolo: ma in quell’occasione ne capitano in sequenza tre o quattro – fuori Pandev per frase oscena, fuori Zuniga per doppio giallo, fuori anche Mazzarri, rigore per Madame – e quando le ombre della notte si sono ormai allungate sulla Supercoppa, De Laurentiis invita la squadra a disertare la premiazione.

TAGLIAVENTO. Ma c’è dell’altro, ovviamente, e nel mondo dei social, il linguaggio convenzionale moderno, la Napoli-Juventus del gennaio 2015 passerà alla Storia per quel «ci può stare» di Rafa Benitez, un colpo di classe con cui viene commentato il gol in fuorigioco di Caceres e tormentone d’un hashtag che si trasforma in virus ed inonda l’universo virtuale. Tagliavento viene «accerchiato» dalla memoria collettiva, che va a scavare un rigore lasciato ripetere (29 novembre 2011) ad Hamsik dopo che lo slovacco l’aveva realizzato: il replay, fatale, con errore marchiano, diventa inevitabilmente tormentone, con spettri che s’allungano e la dietrologia che spazia liberamente.

IL BELLO DELLA DIRETTA. La madre di tutte le partite, inutile perdersi in improbabili congetture, è questa e nessun’altra si avvicina, e quella sera, nell’1-3 dell’ultima stagione di Benitez e della prima di Allegri in bianconero, si alimenta di polemiche chiaramente vibranti che De Laurentiis lascia decollare in diretta tv, spargendole ovunque: «Onestamente, ci siamo stancati. La Juventus è forte e non ha bisogno di aiuti, altrimenti diventa pure imbattibile. E’ inammissibile che con sei arbitri non si vedano due calciatori in fuorigioco». Insomma, è il calcio (ben) prima del Var, è Juventus-Napoli che non conosce mai la «normalità», che mette gli uni contro gli altri, almeno fino alla prossima, però lasciando intatta la stima e la considerazione che De Laurentiis ha ripetutamente riconosciuto a Madame ed alla famiglia Agnelli.

Un mese ancora, poi sarà Napoli-Juventus di nuovo: per due volte in quattro giorni. Teniamoci forti.

 

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