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Napoli, miti e leggende di Palazzo Donn’Anna

PALAZZO DONN’ANNA, IL MAGNIFICO INCOMPIUTO

Miti e leggende di Palazzo Donn’Anna, l’edificio di Posillipo appartenuto al principe di Stigliano e alla sua affascinante moglie Anna Carafa, si chiamava in precedenza Villa della Sirena, è uno dei luoghi più evocativi di Napoli.

IL PALAZZO DON’ANNA E’ UNA LEGGENDA

Si può cominciare, come asserisce Pietro Belli: “Palazzo Donn’Anna è una leggenda. Un’isola di passato legato alla terra per un caso. Uno sperone di tufo che, come in una favola, vediamo trasformarsi sotto i nostri occhi per diventare, da rosicchiato e “naturale”, artificio architettonico con balconi, finestre, ringhiere, un belvedere delle fate emerso dal mare, uno scoglio bucherellato dagli stessi abitanti del mare, quando vogliono godersi l’aria di terra. Diverso, eppure fascinoso come un palazzo sul Canal Grande“.

LUIGI CARAFA E VILLA DELLE SIRENE

Il palazzo, che era del principe di Stigliano Luigi Carafa e si chiamava in precedenza Villa della Sirena perché costruito sullo scoglio dove i mitologici ibridi erano soliti attorcigliarsi. Il palazzo di Posillipo è uno dei luoghi più evocativi di Napoli.

IL PALAZZO DEDICATO ALLA VICEREGINA ANNA CARAFA

La “Donn’Anna” dell’edificio, la viceregina Anna Carafa e moglie del viceré duca di Medina, era famosa per il teatro e negli accessi alle carrozze e in altre “macchine da festa”, oltre a giardini pensili, terrazze, statue e colonne, i Carafa,  intendevano rappresentare la loro grandezza. Salvo poi partire lasciando Napoli e il palazzo incompiuto.

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LEGGENDE DI PALAZZO DONN’ANNA

Nelle credenze popolari Donn’Anna viene confusa con la famosa e discussa regina Giovanna d’Angiò che qui avrebbe incontrato i suoi giovani amanti, scelti fra prestanti pescatori e con i quali trascorreva appassionate notti di amore, per poi ammazzarli all’alba facendoli precipitare dal palazzo; la leggenda vuole che le anime di questi sventurati giovanotti tuttora si aggirino nei sotterranei dell’antica dimora, affacciandosi al mare ed emettendo lamenti.

Altri invece raccontano che la regina facesse uscire il suo amante con una barca a remi dall’entrata che dà sul mare, quella che oggi è possibile vedere dalla spiaggia, tuttora usata dagli inquilini per accedere alle imbarcazioni.

UN’ALTRA LEGGENDA METROPOLITANA – riportata dalla stessa Matilde Serao, narra di un fantasma della giovane e bellissima Mercedes de las Torres che in una scena teatrale baciò il nobile Gaetano di Casapenna, amante della viceregina Anna Carafa. La giovane, nipote della nobildonna Carafa, scomparve misteriosamente. Così conclude la Serao in merito alla leggenda di “Palazzo Donn’Anna”:

La leggenda della vecchia ‘e Mattavona, la strega del Vesuvio

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