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Napoli Il grand hotel Excelsior: Le pene di Mastroianni e la parmigiana di Totò

L'Excelsior fu l'albergo di reali, principi, aristocratici, politici e quant'altro in visita a Napoli.

Napoli Il grand hotel Excelsior: Le pene di Mastroianni  i saluti di Sophia.  I due grandi attori condivisero lo stesso piano. Quando Totò ordinò panino e parmigiana.

di: Eduardo Milone Corriere del Mezzogiorno- Francesco Picone Napolipiu.com

Napoli Il grand hotel Excelsior

NAPOLI-È dal 1906 che il palazzo dell’Excelsior si affaccia sul golfo di Napoli, incurvandosi sulla via Caracciolo, a due passi dal Castel dell’Ovo. Ritrovo di un antica aristocrazia e della borghesia viaggiatrice dell’Ottocento, che inseriva Napoli nel suo Gran Tour.

Breve storia dell’Excelsior

Raccontare la storia dell’Excelsior è come tuffarsi in un manuale di Storia, condito da nome principeschi e ospiti esotici. Le origini raccontano come una famiglia di imprenditori svizzeri, i Kraft, decisero la costruzione dell’hotel sulla via Partenope. L’Excelsior aprì ufficialmente le sue porte al pubblico nel 1908. 

Ormai iscritto protetto come “palazzo storico”, l’hotel fu un testimone della storia del XX secolo. Presidio della Croce Rossa durante la Prima Guerra Mondiale, vittima di bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, l’Excelsior fu prima di tutto l’albergo di reali, principi, aristocratici, politici e quant’altro in visita a Napoli. 

Le pene di Mastroianni

Notte fonda. I lampadari di Murano che adornano il soffitto della hall dell’Excelsior sono spenti e quell’angolo di via Partenope è illuminato solo da un’abbagliante luna estiva riflessa nel golfo. All’interno, al suo posto di comando nella conciergerie, Luigi Ricci aspetta l’unico cliente che, questa notte, non riesce proprio a prender sonno. Marcello Mastroianni, il volto intenso sfatto dall’insonnia, sbuca dall’ombra superando la fila di cabine telefoniche.

Il cruccio dell’attore

Spiega Ricci: «Mastroianni era un vero e proprio malinconico. Non apprezzava la fama di seduttore che il cinema gli aveva affibbiato, nel privato faceva di tutto per smentirla».

Il cruccio dell’attore, in quella come in altre notti, è il non riuscire a capire quali siano i veri sentimenti che una donna, una in particolare, prova per lui: amore o semplice amicizia?

Chi è la signora? «Non potrei dirlo – sorride compito Ricci –. Le basti sapere che, in quella stessa estate, in una camera sul medesimo piano, alloggiava Sophia Loren. Mastroianni, tramite la conciergerie, le faceva recapitare spesso mazzi di fiori e champagne. Ma di giorno i due non si incontravano quasi mai nella hall e, se succedeva, si scambiavano solo garbati saluti».

La parmigiana di Totò

Un episodio che riguarda Totò e l’ordinazione di un pranzo decisamente insolito. Racconta Ricci: «Il Principe De Curtis, ospite dell’albergo, chiamò mio padre. Il personale stava già per consegnargli il pranzo in camera. Ma lui, quel giorno, non aveva voglia delle raffinatezze della nostra cucina».

La scena che si svolse nella suite ricorda quella di Miseria e nobiltà, in cui Totò aveva come spalla Enzo Turco.

«Devi scendere a Santa Luciaordinò il Principelì, nel vicolo, c’è una salumeria. Tu ti fai dare un mezzo sfilatino. Dentro ci fai mettere parmigiana di melanzane, un poco di fiordilatte e di pomodorini. Poi porti tutto qua. Attento all’olio che cola, fallo incartare bene. Tieni, prendi i soldi. Fai presto».

Desiderava, forse, ritornare per un attimo alle gioie culinarie popolari, ricordo di una vita fatta di piaceri più semplici.

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