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Calcio Napoli

Napoli, Conte predica calma: «Non dobbiamo preoccuparci»

«Bravi, ragazzi». È stato questo il primo messaggio di Antonio Conte allo spogliatoio subito dopo il pareggio con il Parma. Il giorno dopo, a Castel Volturno, il tecnico ha aggiunto un concetto chiave: «Non ci dobbiamo preoccupare». Del risultato, certo, ma soprattutto del percorso. Come racconta Gennaro Arpaia su Il Mattino, la giornata di ieri è stata particolare: subito testa al Sassuolo, ma negli occhi e nelle gambe ancora la frustrazione per due punti lasciati per strada.

La domanda se la sono fatta tutti, allenatore compreso: perché non è arrivata la vittoria? Conte ha analizzato, spiegato, fatto anche da psicologo. Perché in una stagione come questa l’equilibrio mentale è fondamentale. Certi passaggi a vuoto erano stati messi in conto: rosa corta, calendario compresso, emergenza continua. Non alibi, ma realtà.

I numeri raccontano un Napoli meno brillante rispetto al passato recente: 39 punti al giro di boa, cinque in meno rispetto a un anno fa. È il peggior dato per Conte in Serie A tra Juventus, Inter e Napoli, fatta eccezione per la prima Juve. Ma, sottolinea Il Mattino, è anche il riflesso di un campionato livellato, dove le “non-piccole” sottraggono punti a chiunque.

Nelle ultime sette gare il Napoli non ha mai perso. I pareggi con Verona e Parma sono arrivati tra centimetri fatali, decisioni arbitrali e stanchezza accumulata. A San Siro contro l’Inter, invece, la squadra ha dato una risposta forte, certificando di essere ancora pienamente dentro il proprio percorso. Serve calma, la stessa invocata da Conte: arrivare “vivi alla spiaggia”, come direbbe Benitez. Gennaio è tremendo, restano cinque partite che possono indirizzare il resto della stagione.

Subito Sassuolo, poi Champions

Non c’è tempo per fermarsi. Oggi rifinitura e scelte di formazione. Conte punta a recuperare Juan Jesus, rientrante dalla squalifica, e valuta il rilancio di Spinazzola ed Elmas dal primo minuto. Osservato speciale David Neres: la caviglia sinistra dà ancora fastidio, ma l’esterno brasiliano resta fondamentale contro difese chiuse. Si deciderà se partirà titolare o dalla panchina. In caso contrario, ancora panchina per Lang.

L’infermeria resta un fattore determinante. Cinque gli indisponibili, ma arrivano segnali incoraggianti. Zambo Anguissa è vicino al rientro dopo due mesi: potrebbe tornare tra i convocati già per la Champions in Danimarca o, al più tardi, per la sfida alla Juventus. Gilmour corre con continuità e punta a rientrare per metà febbraio, magari per Napoli-Roma. Meret dovrà aspettare ancora per la spalla, mentre l’ultimo rientro sarà quello di Kevin De Bruyne, atteso per inizio marzo.

Conte lo aspetta. Perché contro Verona e Parma, in fondo, è mancata anche la sua qualità. E in una stagione così compressa, ogni ritorno può fare la differenza

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redazione