... ...

Una partita speciale, vissuta con il cuore spaccato in due. Francesco Moriero, doppio ex di Inter e Napoli, guarda la sfida di San Siro con sentimenti inevitabilmente contrastanti. Da una parte il club che lo ha lanciato nel grande calcio, dall’altra Antonio Conte, legato a lui da un rapporto che va ben oltre il campo. Un racconto intenso, raccolto da Bruno Majorano su Il Mattino, che mette al centro emozioni, ricordi e analisi tecniche.
«Sono due pezzi di cuore», spiega Moriero. «L’Inter è il club che mi ha dato la possibilità di affermarmi ad alti livelli, ha creduto in me e mi ha fatto crescere». Ma il legame con Conte è ancora più profondo: «Antonio è come un fratello. Siamo cresciuti insieme, da Lecce in poi, ed è per questo che gli auguro sempre il meglio». Un concetto ribadito più volte da Bruno Majorano su Il Mattino, che sottolinea come l’ex esterno non abbia dubbi sul valore dell’attuale tecnico del Napoli: «È uno dei migliori allenatori in circolazione».
Sul piano del campionato, Moriero riconosce i meriti dei nerazzurri: «L’Inter oggi è probabilmente la squadra più forte d’Italia, gioca bene e sta comandando la classifica». Ma guai a parlare di scudetto già assegnato. «La strada è ancora lunga. Mi aspetto una rincorsa del Napoli, perché Conte non molla mai. Credo che il titolo si deciderà solo nelle ultime 4-5 partite, come è successo anche la scorsa stagione». Una previsione lucida, riportata ancora da Bruno Majorano sulle colonne de Il Mattino, che evidenzia l’equilibrio del vertice.
Moriero ha conosciuto Conte da calciatore e oggi lo osserva da allenatore, con uno sguardo anche professionale: «Veniamo entrambi dalla scuola di Carletto Mazzone. Oggi che faccio anch’io l’allenatore, Conte è un punto di riferimento anche dal punto di vista tattico. Ha idee molto valide, ma come dice sempre lui, alla fine la differenza la fanno i calciatori». Un passaggio chiave dell’intervista firmata da Bruno Majorano per Il Mattino, che mette in luce la visione pragmatica dell’ex nerazzurro.
E se Conte avesse oggi Moriero in rosa? «Farei il tornante, come ho sempre fatto. Oggi lo chiamano quinto di difesa, ma avevo caratteristiche molto offensive. Gli darei sicuramente una mano sulla fascia». Il rapporto tra i due resta fortissimo anche lontano dal campo: «Non abbiamo bisogno di appuntamenti, ci sentiamo spesso. D’estate ci vediamo al mare e ricordiamo tutto quello che abbiamo vissuto insieme». Infine, un passaggio sul Napoli da calciatore, vissuto con rammarico: «È stata una grande occasione mancata, condizionata dagli infortuni. Ma giocare nello stadio di Maradona resta il sogno di ogni calciatore». Oggi Moriero allena in Albania, al Flamurtari Valona, continuando un percorso di crescita che, come racconta Bruno Majorano su Il Mattino, lo vede ancora pieno di entusiasmo e ambizione.