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Ancora Scott, sempre McTominay. In una fase di totale emergenza, il Napoli si aggrappa alle sue certezze. Personalità, sostanza e continuità: quando serve qualcuno che si carichi il peso della partita, lui risponde presente. Anche a Copenaghen, in una notte complicata e in uno stadio freddo e ruvido, come racconta Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport, lo scozzese è stato il riferimento tecnico ed emotivo degli azzurri.
Il timbro arriva al 39’, con una specialità della casa: il colpo di testa. Su calcio d’angolo di Elmas, McTominay prende il tempo a Cornelius e Suzuki, si eleva nel cuore dell’area e batte Kotarski. È il suo quarto gol in sette partite di Champions League, a cui si aggiungono i cinque in campionato: nove reti stagionali, lo stesso bottino di Hojlund, centravanti titolare. Un dato che certifica il suo impatto, indipendentemente dal ruolo. Come sottolinea ancora Davide Palliggiano del Corriere dello Sport, cambia la posizione in campo, non il rendimento.
Largo a sinistra, a ridosso delle punte, mezzala nel 4-3-3 o centrale nel 3-4-2-1 accanto a Lobotka: McTominay è ovunque serva. Dei quattro gol segnati in Champions, però, solo quello contro il Qarabag è valso davvero tre punti. Anche a Copenaghen la sua rete ha lasciato un retrogusto amaro: interrompe la serie di tre sconfitte esterne consecutive in Europa, ma non basta per lo strappo decisivo verso i playoff, come analizzato da Davide Palliggiano sulle colonne del Corriere dello Sport.
Una rete preziosa, ma non risolutiva. E lo scozzese non si nasconde. «Avremmo dovuto vincerla, è inaccettabile onestamente», ha ammesso nel post partita. «Dovevamo trovare il modo di segnare il secondo e il terzo gol e chiuderla». Nella ripresa ci riprova ancora: altro colpo di testa, questa volta su cross di Lang, pallone schiacciato bene ma Kotarski risponde presente. Sarebbe stato il gol della svolta, resta uno dei grandi rimpianti della serata.
«È uno stadio difficile, per il meteo e per il campo – ha spiegato – ma dovevamo trovare gli spazi per fare gol». In un Napoli falcidiato dagli infortuni, McTominay è diventato un simbolo. È diventata virale anche la sua frase “No Lukaku, no Anguissa, no De Bruyne…”, ma il concetto è chiaro: lui c’è sempre. Sempre in campo, sempre dentro la partita. Come evidenzia Davide Palliggiano del Corriere dello Sport, la sua continuità è una delle poche certezze in un momento complesso.
Ora tutto passa dall’ultima notte europea contro il Chelsea al Maradona. «È un’ottima squadra, ma dobbiamo dare tutto per continuare il nostro percorso». Il Napoli, oggi, non potrebbe chiedere di più al suo centrocampista: in emergenza, in trasferta e sotto pressione, McTominay continua a metterci la faccia. E spesso anche la testa.