Calcio Napoli e cultura Napoletana

Lo sai quanti Patroni ha avuto Napoli prima di San Gennaro?

Come nasce un patrono.

Di: Francesco Pollasto.

San Gennaro, santo patrono di Napoli e con lui Santa Patrizia ma prima?

Gennaro decapitato, Patrizia, la santa senza coda che  spiaggia là dove Virgilio aveva posato l’Uovo, nel cuore del castello.

Ma prima di loro ci fu Virgilio. Poeta, tra i massimi poeti nella storia dell’umanità, che a Napoli fu considerato mago.

In una sola notte il suo squarcio forò la montagna da parte a parte, una Crypta Neapolitana che tagliando in un punto scosse i confini di Neapolis. Il “ romano ” si fece greco in queste terre raccontando le gesta dell’eroe che veniva in fuga da Troia a trovare pace e nuova fondazione per Roma.

Tutto questo Virgilio lo vide da Napoli. Ma prima ancora di Virgilio, ci fu Dioniso.

Il dio d’Oriente. Nonno di Panopoli, suo ultimo celebratore, lo racconta come «sovrano della natura umida», Dioniso è l’unico dio a cui non occorre mostrarsi virile, neppure in guerra, «quando il suo esercito muove verso l’India, somiglia a un clamoroso corteo di ragazze» (G. Galasso).

Dall’ Oriente arrivava anche Parthenope , Sirena a cui si era dato il nome della dea Siria, protettrice dei fenici, navigatori che approdarono in Italia. In un passo della Scienza Nuova , Giambattista Vico sostiene che Parthenope , nume eponimo di Napoli, «deve la sua origine senza contrasto alla voce sir che vuol dire cantico, canzone: la stessa voce “sir” che diede nome alla Siria», una ricostruzione etimologica che è anche genealogica, che mette in relazione la fondatrice a un luogo mitico d’Oriente, stringendo un legame con la dea che da sempre ne è stata il simbolo, Siria, con la quale hanno in comune non solo il canto, ma anche la coda di pesce. un gruppo di accaniti giocatori.

Tre figure si susseguono, si somigliano e si completano. Dioniso, il dio dell’ebbrezza creativa e distruttiva. Come la Sirena viene dal mare.

Il dio androgino chiamato anche Gymnis , femminella, «straniero dalle forme di femmina» (Euripide), Arrenòthelys , ermafrodito.

E ancora Virgilio, chiamato Parthenias : il vergine con il nome della Sirena (talvolta rappresentato con caratteristiche virginali, omosessuali, solari).

La chiesa fa rinascere gli dei del passato nei santi cristiani, in quell’opera di cristianizzazione dell’impero che portò a una demonizzazione delle divinità dell’antico Pantheon pagano.

Le divinità rimangono tuttavia ben radicate nell’immaginario (e spesso nel culto) popolare, legate a strati profondi, ben più antichi della colonizzazione religiosa. Così Patricius , “ discendente da famiglia nobile ”, può diventare anche “patrona ” , e dopo la controriforma salire al fianco di san Gennaro e i suoi resti traslati al Duomo.

Eppure, non solo lo miracolo di san Gennaro.  Virgilio, quello che un tempo era considerato il patrono della città, viene perfettamente sostituito. Ma mai dimenticato.

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Fonte: Feltrinelli-Santi e misteri di Napoli

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