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Curiosità: Lo sai da dove deriva il verbo “parià”

Parià

Lingua napoletana

Parià, Pariammo, Pariare.

Il verbo napoletano parià/pariare, prima che venisse largamente usato nel gergo giovanile corrente e nel dialetto, aveva un significato ben preciso: parià voleva dire digerire. E quindi, per estensione, al verbo pariare si attribuiva anche il significato di sopportare: Nun te pozzo parià (Non posso digerirti, non ti posso sopportare). I

In questa accezione veniva usato solo in negativo. Dagli anni ’70 il verbo parià è diventato preda di giovani ed ha assunto un significato assolutamente nuovo; oggi parià significa divertirsi, perder tempo, comportarsi in modo sciolto, godersi la vita; in alcune accezioni può significare anche: infastidire, sfottere.

Si può “pariare in modo esagerato”. Pareano quegli stupidi ragazzotti che a Carnevale lanciano, farina, uova… Pariare significa anche sfottere, deridere; L’e’

pariato ncuollo, (Gli hai pariato addosso, lo hai sfruculiato) disse una amica di mia figlia. Se dico al mio amico Francesco “jamm’a parià nu poco” significa andiamo a perdere un po’ di tempo, a divertirci. Pariare a pazzi (divertirsi senza limiti). È pariatore (è divertente). No, decisamente una brutta parola usata così.

Non è l’unico termine del nuovo gergo giovanile: si tratta di parole che cambiano in fretta, per cui bisogna davvero coglierle al volo: stai fore! Vuol dire sei stravolto, imbambolato; a finale. Per dire infine, in fondo;

te stai attiggiann? Ti stai pavoneggiando; cazzeggiare, perdere tempo senza far nulla.

fonte: A. Colella ateneapoli

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