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La lenta ribellione dei grandi aiuta la squadra a rialzarsi Comincia la risalita azzurra

Il Napoli supera il Bodø/Glimt in Champions League, ma il successo non cancella i problemi di una squadra ancora alla ricerca del proprio equilibrio. Nell’analisi pubblicata su Repubblica, Antonio Corbo si sofferma sulle scelte di Massimiliano Allegri, sulla crescita di Scott McTominay e sulle difficoltà difensive che continuano ad accompagnare gli azzurri.

Il tecnico sceglie inizialmente un centrocampo più fisico, puntando su giocatori solidi e su un ritmo di gioco contenuto. Una soluzione che sembra funzionare soprattutto nei primi minuti, quando il Bodø/Glimt fatica a opporsi. Il vantaggio arriva immediatamente grazie a Matteo Politano, protagonista di una splendida conclusione al volo di sinistro.

Come osserva Antonio Corbo su Repubblica, il Napoli conferma però una delle proprie contraddizioni: riesce spesso a trovare il gol nei primi minuti, ma incontra maggiori difficoltà quando deve gestire il vantaggio. De Bruyne si trova a proprio agio nella posizione centrale, mentre Anguissa perde progressivamente efficacia e la squadra comincia ad affidarsi a troppi passaggi all’indietro.

Dopo un’occasione non concretizzata da Lang, arriva il pareggio dei norvegesi. L’attenzione si concentra soprattutto su Giovanni Di Lorenzo, prezioso quando accompagna l’azione offensiva e costruisce sulla destra insieme a Politano, ma meno efficace nelle situazioni di marcatura. Sul gol di Hauge, il capitano si trova distante dal diretto avversario.

Secondo Antonio Corbo sulle pagine di Repubblica, proprio queste difficoltà aiutano a comprendere perché Allegri ricorra spesso alla difesa a tre. Una soluzione che permette di avere maggiore compattezza nell’area di rigore e di liberare Di Lorenzo da alcuni compiti di marcatura, valorizzandone invece le qualità nella costruzione del gioco. Nell’analisi emerge anche la necessità di un difensore rapido nei movimenti brevi, caratteristica che manca da tempo alla retroguardia azzurra.

Un altro tema riguarda Anguissa. Il suo impiego risponde inizialmente alle esigenze tattiche di Allegri, ma il centrocampista appare ancora lontano dal rendimento mostrato nelle stagioni degli scudetti. Con il passare dei minuti perde incisività e rimedia anche un’ammonizione.

A crescere è invece Scott McTominay, capace di garantire energia, inserimenti e determinazione. Lo scozzese diventa il riferimento della reazione azzurra, dimostrando di possedere le qualità necessarie per trascinare la squadra anche nei momenti più complicati.

Come sottolinea Antonio Corbo su Repubblica, Allegri interviene poi modificando nuovamente l’assetto e passando alla difesa a tre. L’ingresso di Beukema, al posto di un Politano ormai stanco ma decisivo con un gol e l’assist per la seconda rete di McTominay, contribuisce al nuovo equilibrio tattico.

Nel finale trova spazio anche Giovane, che entra subito nel vivo della partita e crea le condizioni per ampliare il vantaggio. Il Bodø/Glimt perde progressivamente consistenza e il Napoli riesce a portare a casa un successo tanto faticoso quanto importante.

La vittoria restituisce fiducia ad Allegri, ma lascia aperte questioni fondamentali: la tenuta difensiva, la gestione del possesso e la condizione di alcuni centrocampisti. McTominay rappresenta la nota più positiva di una serata che permette agli azzurri di ripartire, pur senza nascondere le imperfezioni della squadra.