La Camera di commercio italo-libica e una delegazione specializzata nel restauro in partenza per Bengasi

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ROMA (ITALPRESS) – La Camera di commercio italo-libica sarà nuovamente in partenza domani, lunedì 28 settembre, per Bengasi. Il presidente Nicola Colicchi e il direttore Francesco Muraca accompagneranno una delegazione di aziende e professionisti specializzati nel restauro, nell’ingegneria e nelle costruzioni, che effettuerà sopralluoghi insieme agli ingegneri del Fondo per lo Sviluppo e la Ricostruzione della Libia. Della missione fanno parte Pasqualucci, Piacenti, Europa Engineering, Renco e l’ingegnere Paolo Capaldini, già impegnato negli interventi di restauro nelle aree dell’Abruzzo colpite dal terremoto.

Il viaggio arriva a poche settimane da Benghazi Urban, la fiera internazionale sulla ricostruzione della città voluta dal direttore del Fondo, l’ingegner Belqasim Haftar. All’appuntamento, tenutosi a Bengasi dal 6 all’8 settembre, la Camera ha portato oltre 40 eccellenze italiane tra imprese, professionisti e organizzazioni, risultando la delegazione straniera più numerosa. La partecipazione è stata coordinata da Colicchi e dal direttore Francesco Muraca.

Al centro dell’attenzione il centro storico, progettato e realizzato dagli italiani nel secolo scorso e poi distrutto durante i recenti conflitti. Lo stesso Colicchi, alla vigilia della fiera, aveva ricordato che il centro storico ha origini italiane, con stili, nomi e architetture italiane, e che per l’Italia è importante contribuire alla rinascita della città.

I sopralluoghi si inseriscono nel confronto già avviato con il Fondo sul recupero del cuore urbano. Il 13 settembre l’agenzia di stampa libica ha riferito di un incontro a Bengasi tra il presidente del Comitato per la ricostruzione dell’area di Al-Sabri e del centro di Bengasi, l’ingegner Mohamed al Hassadi, e un team della Camera con rappresentanti di imprese italiane specializzate. In quell’occasione il gruppo di progettazione della Camera ha illustrato il piano generale del centro storico, con l’obiettivo di conciliare la tutela dell’identità architettonica e le esigenze di ammodernamento.

Il Comitato è stato istituito con delibera numero 10 del 2026 del Fondo. Nel cuore di Bengasi si concentra una parte importante del patrimonio architettonico italiano della città, segnato dai combattimenti del 2014-2017 e dalle successive demolizioni. Nell’area sono stati censiti oltre 150 edifici di pregio, tra cui la Cattedrale, avviata nel 1929, gli antichi edifici bancari e il Consolato italiano. Il teatro Berenice, di Marcello Piacentini e Luigi Piccinato, è stato demolito nel 2023.

Pasqualucci è un’impresa romana di costruzioni e restauri attiva dal 1945, con una consolidata attività nel restauro monumentale. Piacenti, con sede a Prato e origini attestate al 1875, opera nella conservazione di edifici tutelati e nel miglioramento sismico. Renco, gruppo con sede a Pesaro attivo nell’ingegneria, nelle costruzioni e nei servizi, è già presente stabilmente in Libia con una propria sede a Tripoli e attività operative nel Paese.

Lo Studio Capaldini era già tra le realtà italiane presenti a Benghazi Urban. La Camera, associazione senza scopo di lucro fondata a Roma nel 1997, ha sede nella Capitale, una sede a Tripoli e un ufficio di rappresentanza a Bengasi, annunciato in occasione del Forum economico italo-libico del giugno 2025, organizzato insieme al Fondo.

Quella missione aveva già coinvolto imprese italiane dell’ingegneria, delle infrastrutture, delle energie rinnovabili e dei beni culturali.

-Foto camera di commercio italo-libica-(ITALPRESS).

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FONTE ITALPRESS

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