Calcio Napoli e cultura Napoletana

Juventus e Napoli, quando la notizia è buona solo per i cattivi oppure è valida

Juventus e Napoli, quando la notizia è buona solo per i cattivi oppure è valida. L’estenuante difesa dei bianconeri da parte dei media.

Di: Francesco Pollasto – Donato Martucci

Juventus e Napoli, quando la notizia è buona solo per i cattivi

“Non mi sorprende, scrive il bravissimo giornalista Alberto Caccia, ma è gravissimo e assurdo il silenzio quasi totale sugli altrettanti gravi fatti, con tanto di intercettazioni, di Agnelli e Juve. Per tutte le altre 19 di Serie A avremmo visto aperture in prima pagina sui quotidiani e nei tg, programmi d’inchiesta non sportivi che approfondivano il tema, interventi politici”.

Proprio dal pensiero di Caccia vogliamo partire per comprendere la “polemos” sulla Juventus e sul Napoli. Gli opposti mediatici, la prima risalta sui media sempre per le virtù, le vittorie e le qualità societarie.

La seconda invece risulta strettamente correlata all’immagine della città. Il Napoli è Napoli, un binomio inscindibile per i professionisti della comunicazione. Il Napoli come la città da cui trae il nome, calpestato, mortificato ma mai domo. Magnificato solo sulle edizioni locali, impietosamente oltraggiato nelle cronache nazionali.

Come dice Caccia nell’incipit: “E’ assurdo il silenzio sui gravi fatti che vedono coinvolto Agnelli”.

Il presidente della Juventus intercettato non è una notizia da prima pagina, come potrebbe essere quella inventata su Genny detto “la carogna” quando perse la vita il povero Ciro Esposito. E’ allucinante come la morte di un ragazzo passi in secondo piano perché un capo ultras voleva informare i giocatori dell’accaduto, la stessa cosa fu ripetuta nella curva viola ma nessuno lo sa.

La piaggeria dei media nazionali nei confronti della Juventus è a tratti mortificante, non uso questo aggettivo per caso, ma perché rispecchia oggettivamente lo status delle cose.

TUTTO JUVE-NDRANGHETA

Un presidente che intesse rapporti con esponenti della malavita non è una notizia, un ebete travestito da sindaco di una provincia lombarda, famosa solo per aver disputato qualche buon campionato di Basket, sale agli onori della cronaca per aver definito Napoli “una fogna”.

Allora un problema c’è, ed è evidente è lampante. Saremo etichettati come piagnoni dopo questo articolo, perché il napoletano che propone il suo pensiero per l’Italia equivale a lamentarsi. E allora lamentiamoci pure..

Lamentiamoci dei fondi per la cultura destinati per il 90% al Nord, lamentiamoci per la cronaca nera che sembra non esistere in alta Italia quando in realtà è solo celata dietro una maschera di finto perbenismo, e lamentiamoci quando Napoli viene definita all’estero capitale della cultura, mentre nello stato sovrano è una “fogna a cielo aperto”.

Lamentiamoci anche della Juventus, della Ndrangheta, di Agnelli che sapeva e non viene esposto al pubblico ludibrio. Del resto la dottrina dei contrari è stata foggiata come legge universale da Eraclito.

AUDIO: ROSY BINDI INCHIODA L’AVVOCATO DELLA JUVE

Il filosofo ritiene che la legge segreta del mondo risiede proprio nella stretta connessione dei contrari che in quanto opposti, lottano fra di loro, ma nello stesso tempo, non possono fare a meno l’uno dell’altro dato che vivono solo l’uno in virtù dell’altro. Quindi niente esisterebbe se allo stesso tempo non esistesse anche il suo opposto. In questa guerra fra i contrari (detta Polemos), Eraclito vide quello che lui definiva il logos, la legge universale della Natura.

Quindi Juventus e Napoli sono gli opposti, che permettono di mantenere un equilibrio ad un paese che ha necessità di avere un “buon esempio” e uno cattivo. I cattivi siamo noi evidentemente, quelli che stanno al Sud, i sudisti diceva Totò…

Ma la filosofia spesso cozza con la realtà che dice ben altro! E se non la si vuol guardare in faccia allora non si chiami giornalismo, ma si chiami Fantasy.

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