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“Je so pazzo” Napoletano sinasce vi porta nell ‘Ex Opg

Napoletano sinasce visita l’ex ospedale psichiatrico di Materdei Ex Opg “Je so pazzo”

Ad un mese dalla liberazione dell’Ex Opg Occupato “Je so pazzo”, ex ospedale psichiatrico abbandonato situato a Materdei, noi dello staff di Napoletanosinasce siamo andati a visitare la struttura per far conoscere il luogo e le molte attività che si stanno svolgendo nel cuore di Napoli.

“Je so pazzo”, ex Opg occupato è uno spazio sottratto all’ abbandono, sistemato e restituito alla città e al quartiere, creando da subito spazi ricreativi per i più piccoli, dal campetto di calcio per i ragazzi, ai campi di basket, dalle aule studio per gli studenti, ad il teatro e molto altro ancora.

Dopo una visita alla struttura, abbiamo toccato con mano la volontà di molti ragazzi, intenti a cambiare le cose, in un luogo dove la sofferenza è diventata voglia di libertà e di socialità. Abbiamo visitato la struttura, passando dai cortili ad i campi di gioco, alla lavanderia, al teatro,alla cucina, alle sale ricreative dell’ex ospedale psichiatrico, e soprattutto nelle molte celle, ricche di scritte e testimonianze dei molti detenuti rinchiusi nell’ex ospedale psichiatrico che trasudano  sentimenti, dolore, emozioni e voglia di libertà. “Je so Pazzo” vuole diventare luogo di comunità, un punto di incontro per tutti i ragazzi e giovani del quartiere di Napoli e non.  Questo l’appello dell’ Ex Opg Occupato “Je so pazzo”, se possiamo diamogli una mano, facciamo crescere anche la loro pagina Facebook

E VOI, SIETE PAZZI? ECCO COME PARTECIPARE ALL’EX OPG LIBERATO!

Siccome in molti ce lo state chiedendo, abbiamo messo per iscritto le idee che stanno alla base del nostro progetto, e tutti i modi in cui si può dare una mano… è passato appena un mese, abbiamo fatto tante cose ma siamo ancora all’inizio! Quindi bando alle timidezze, continuiamo a praticare la democrazia come “potere del popolo” !

 

*** 

 

Alle attività dell’Ex OPG liberato e al progetto “Je so’ pazzo” si può partecipare in tantissimi modi. Che siate vicini o lontani, che abbiate un’ora o una settimana a disposizione, c’è sempre qualcosa che potete fare, quindi non pensate mai di essere inutili! Anche perché noi non vogliamo solo pulire e sistemare quattro mura, ma portare avanti processi di cambiamento sociali, culturali e politici a Napoli, in tutta Italia e – perché no? – nel resto del mondo… E soprattutto ricordiamoci che partecipare vuol dire “prendere parte, sentirsi parte”: anche un incoraggiamento, un parere costruttivo, un saluto e un caffè, sono modi per farci sentire una cosa sola!

 

La prima cosa che puoi fare, facilissima, è far girare le informazioni. Parlare del posto con amici e parenti, far conoscere la pagina facebook invitando a mettere “mi piace”, linkare il sito, condividere un nostro post, invitare gli amici agli eventi che facciamo: queste per noi sono cose essenziali, perché non abbiamo certo televisioni o giornali, e l’informazione ce la dobbiamo fare da noi.

 

La seconda cosa è aiutarci a portare avanti le attività e il progetto raccogliendo fondi o facendoci risparmiare soldi. I soldi non sono mai la prima cosa, ma sicuro aiutano a realizzare le idee. Anche perché noi siamo una realtà autorganizzata, non abbiamo né vogliamo sponsor di nessun tipo, non prendiamo soldi dalle istituzioni perchévogliamo sempre conservare la nostra indipendenza. Quindi da anni ci autotassiamo o facciamo iniziative come feste e cene per raccogliere fondi. Oggi ne abbiamo ancora più bisogno: per mettere a posto il teatro, i campetti o le stanze, bisogna comprare materiali, per stampare volantini e manifesti bisogna pagare il tipografo, per comprare le attrezzature per far sì che le attività siano gratuite bisogna avere un po’ di cassa. Siamo i primi a soffrire della crisi, quindi non ti preoccupare di quanto riesci a dare: fai una colletta fra gli amici, donaci cibo, attrezzature, materiali che ci possono servire, insomma: qualsiasi cosa è ben accetta, nemmeno un euro sarà sprecato!    

 

Queste prime due cose sono facili, le puoi fare anche se sei lontano e non hai tempo. Mac’è una terza cosa, che è quella che dà valore a tutto: la partecipazione diretta. Partecipazione diretta vuol dire venire alle iniziative che mettiamo su, da quelle più ludiche a quelle più politiche. Ma vuol dire anche impegnarsi direttamente nella gestione del posto, venire alle assemblee dove si decide che fare e ci si dividono i compiti.  

 

Ogni giovedì alle 20 abbiamo l’assemblea di gestione, in cui si conoscono, discutono e coordinano le varie attività che animano gli spazi, e in cui si può venire per proporre nuove iniziative. Le regole che ci siamo dati dopo anni di faticosa pratica sono abbastanza semplici, principalmente basate sul rispetto degli altri e sul buon senso. Proviamo a riassumerle:

 

– le attività che si propongono devono essere tutte gratuite, perché crediamo fortemente nell’accesso libero allo sport, alla cultura etc. Ovviamente lì dove ci siano delle spese da coprire si può chiedere ai partecipanti una sottoscrizione a piacere. In ogni caso la cassa con cui si finanziano le attività è unica, proprio per dare modo a tutti i progetti, anche a quelli meno “gettonati”, di svilupparsi.

 

– le attività non devono avere secondi fini di tipo individuale. Purtroppo la società in cui viviamo ci porta a dare centralità assoluta solo a quello che ci interessa o a fare le cose per trarne un vantaggio personale, fosse anche far uscire il proprio nome. Noi invece pensiamo che l’Ex OPG possa essere un luogo dove imparare a confrontarsi con gli altri, decidere le priorità insieme, lavorare per uno spazio collettivo che vada oltre il proprio individuale interesse e creare qualcosa di duraturo per tutti.

 

– le attività, anche quelle più ludiche, devono essere rivolte al miglioramento di quello che ci sta intorno. Devono comunicare contenuti diversi da quelli del profitto, dello sfruttamento, della discriminazione di classe, di genere, o di razza. Nelle attività che si fanno dobbiamo riuscire a comunicare una visione del mondo alternativa e a imparare un modo di relazionarsi il meno gerarchico possibile, il più collaborativo possibile.

 

– infine, le attività devono inquadrarsi nel percorso politico più generale del posto.Noi non siamo, né possiamo, né vogliamo, diventare un centro servizi, fatto di impiegati e clienti. Non intendiamo creare una piccola isola in un mondo di sfruttamento, né sostituirci alle istituzioni che non fanno il loro lavoro. Per noi aprire uno spazio non vuol dire chiudersi in uno spazio, ma usarlo come base per investire tutta la città. Con le nostre attività sociali vogliamo quindi sì rispondere ad alcuni bisogni immediati, e mostrare praticamente che le cose si possono fare, che non dobbiamo necessariamente rinunciare o aspettare che qualcun altro ci venga a salvare… ma soprattutto organizzare le persone che hanno quel bisogno per rivendicarlo direttamente dallo Stato e dalle istituzioni che devono darcelo.  

 

Quest’è, ed è comunque più facile a farsi che a dirsi. Speriamo che vogliate partecipare in tanti, che mettiate da parte timidezze e pregiudizi e veniate a fare con noi un piccolo pezzo di storia di questa città.

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Il futuro non è scritto!

Tutto il potere al popolo!

 

Le occupanti e gli occupanti dell’Ex OPG liberato “Je so’ pazzo”

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