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Goal.com: e' Insigne il miglior esterno d'Italia, ecco i numeri

E’ Insigne il miglior esterno d’Italia : goal, assist e recuperi.

Il portale internazionale goal.com, incorona il Magnifico come miglior esterno d’Italia.

Il primo ad intuirne le potenzialità è stato Zeman, padre calcistico dell’Insigne più decisivo di sempre (fino a quest’anno). Quello ammirato nel Pescara di Verratti e Immobile, 18 goal in 37 presenze.

Numeri che raccontano di come Zeman avesse trovato la chiave giusta per far rendere ‘Il Magnifico’. “Ha 18-20 reti nei piedi, ma per segnare e servire assist però dipende anche da dove parti – ha spiegato un paio d’anni fa -. Nell’uno contro uno e nella preparazione al tiro è tra i più bravi che io abbia avuto, negli ultimi 30 metri è bravissimo“.

Da esterno letale nel 4-3-3, Insigne si è ritrovato ad essere esterno funzionale nel 4-2-3-1. Di quelli che devono esser bravi a difendere quasi quanto ad attaccare. Scelta che Zeman ha sempre contestato: “Per lui 80 metri di campo sono troppi. Se torna a fare la fase difensiva spende troppe energie e poi sbaglia in attacco. Al massimo può fare buon pressing alto“.

Ma anche nelle difficoltà il biennio di Benitez è stato preziosissimo per Insigne, cresciuto nello spirito di sacrificio e nell’interpretazione del ruolo. Una manna per Sarri, che si è ritrovato tra le mani un giocatore più efficace che mai negli ultimi 30 metri e ancora più incisivo in fase difensiva. Perfettamente a suo agio nel lavoro di pressione alta del Napoli.

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C’è anche la mano di Sarri. Il 4-3-3 che ha messo le ali al Napoli consente a Insigne di poter muoversi in una zona di campo ridotta rispetto al passato. Partecipa quanto prima alla fase difensiva, che però si sviluppa diversi metri più avanti. E palla al piede è sistematicamente decisivo, come mai prima d’ora.

I freddi numeri raccontano ancor meglio la nuova vita di Insigne. Con Benitez il 10% delle sue giocate avveniva nella trequarti difensiva del Napoli, dato che si è drasticamente dimezzato quest’anno. Tutto a beneficio della sua presenza negli ultimi 16 metri, passata dal 45% al 55%. Più vicino alla porta avversaria è tutta un’altra storia.

In 21 partite ha già segnato quanto nei suoi precedenti tre tornei di Serie A e per la prima volta chiuderà in doppia cifra nel massimo campionato: la proiezione si attesta a quota 18 goal, proprio quella pronosticata qualche anno fa da Zeman. Ma sarebbe riduttivo limitarsi solo al bottino realizzativo.

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Vivere al fianco di questo Higuain può trarre in inganno, ma oggi soltanto pochi, in Serie A e in Italia, possono vantare il suo impatto sulla partita.

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