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Il tema degli infortuni in casa Napoli non è più solo una questione tecnica, ma è diventato un caso pubblico. A sollevarlo con forza è Raffaele Auriemma, che ha commentato duramente la situazione azzurra puntando il dito sulla gestione del turnover e sulla comunicazione del club. Come sottolinea Raffaele Auriemma su Tuttosport e Style TV, cinque mesi senza l’attaccante principale e senza chiarezza sui tempi di recupero non possono essere considerati normalità.
Le domande si accumulano. Che fine ha fatto Lukaku, che doveva almeno andare in panchina contro la Roma il 30 novembre? Dove è finito Kevin De Bruyne dopo l’intervento e la riabilitazione annunciata? Su Gilmour, operato alla pubalgia, non arrivano aggiornamenti concreti. E Anguissa, dato per rientrante a metà gennaio, è ancora fermo. In questo contesto, l’uscita pubblica di Stellini – indottrinato dal pensiero di Conte – per chiedere nuovi acquisti appare quantomeno contraddittoria, come evidenzia ancora Raffaele Auriemma sulle piattaforme di Tuttosport e Style TV.
Il punto centrale, però, è un altro: il mercato estivo. Il Napoli ha investito circa 150 milioni di euro per nove giocatori, molti dei quali destinati stabilmente alla panchina. L’unico presunto titolare, De Bruyne, non lo aveva nemmeno scelto Conte. Al tecnico sono stati concessi otto giocatori richiesti, tra cui un portiere da 21 milioni nonostante Meret fosse titolare e vincitore di due Scudetti, e due attaccanti come Lucca e Noa Lang che insieme hanno segnato appena due gol. «Ha senso continuare a chiedere rinforzi che poi non giocano?», si chiede Auriemma, come riportato da Tuttosport.
La gestione delle risorse interne solleva ulteriori interrogativi. Marianucci, pagato 10 milioni ed elemento della Nazionale Under 21, non trova spazio neppure per far rifiatare Rrahmani. Vergara è stato visto titolare solo a metà gennaio. Ambrosino si chiede quale sia il suo ruolo. Giocatori giovani e pagati che restano ai margini mentre gli stessi elementi vengono schierati ogni tre giorni, aumentando il rischio di infortuni. «È stato un errore non allargare il turnover», insiste Raffaele Auriemma su Style TV, ricordando come De Bruyne si sia rotto dopo 11 partite consecutive.
Il caso McTominay è emblematico: dodici gare consecutive da titolare senza mai essere sostituito. Un logorio evidente che porta Auriemma a una conclusione netta: Antonio Conte resta uno dei migliori tecnici sul campo, ma nella gestione dei cambi, dello spogliatoio e della comunicazione mostra limiti evidenti. Ed è anche per questo, secondo Raffaele Auriemma su Tuttosport, che raramente riesce a restare più di due anni in una società.
Infine, il tema più delicato: lo staff medico. Se davvero la responsabilità degli infortuni è sanitaria, perché Conte non lo dice apertamente? Perché il silenzio? «Portateci il medico e facciamolo parlare», è la provocazione di Auriemma. Continuare a evitare il tema rischia di rendere la situazione grottesca. Basta con questa farsa: il Napoli deve fare chiarezza, assumersi responsabilità e cambiare rotta prima che la stagione scivoli definitivamente di mano.