Calcio Napoli e cultura Napoletana

Il Super Santos… Quando la felicità costava 2.500 £

Arancione con strisce nere. Il Super Santos ha fatto la storia di migliaia di adolescenti che popolavano i vicoli di Napoli

Il Super Santos… Quando la felicità costava 2.500 £. Il pallone arancione era il protagonista principali delle piazze e dei vicoli più stretti di Napoli.

 

Il Super Santos

Era tra i protagonisti principali dei miei anni 90 e dei vicoli più stretti di Napoli. Spesso, laddove non riusciva ad entrare ‘à lenz e sole’, ci entrava lui: il Super Santos. E ci entrava da protagonista. Per noi era la più alta espressione della felicità. Si iniziava di mattino più o meno presto, per finire all’orario di pranzo, per riprendere intorno alle 15. Importava davvero poco di quanto facesse caldo. L’importante era vederlo rimbalzare sull’asfalto caldo d’estate. Ma anche d’inverno, non faceva grande differenza.

la felicità costava 2.500 £

La felicità aveva il colore arancione con strisce nere, quelli che caratterizzavano ‘ò pallone’ per eccellenza. E quando, malauguratamente, ‘s’appenneva ncopp a qualche balcone’ o infrangeva i vetri della vecchia ‘do vascio’, erano cacchi. Si cadeva nello sconforto. Era come vedere un amico in difficoltà e noi disposti a tutto, pur di salvarlo. Si faceva a turno per citofonare la signora pregandola di ridarci quell’amico, promettendo che quella fosse l’ultima volta. Se ci andava bene, ringraziavamo e sospendevamo appena cinque minuti, ma nella peggiore delle ipotesi, ‘la vecchia signora’ lo avrebbe poi bucato con un paio di forbici. Una vera coltellata al cuore. Da lì partiva poi la colletta per racimolare le 2.500 £ più sensate della nostra spensierata giovinezza.

Edmondo Stroppiana

Non si hanno numeri certi della sua data di nascita e delle sue origini in generale, peccato perchè stiamo parlando dell’ambasciatore di una vastissima gioventù. Ma la storia dice che l’origine del Super Santos risale ai primi anni 60. L’azienda torinese Mondo, capitanata da Edmondo Stroppiana (da qui il nome dell’azienda), ispirandosi alla vittoria del Brasile nei campionati del mondo svolti in Cile nel 1962, mise in produzione, grazie a Stefano Seno (uno degli operai) questa sfera che richiamava i colori e le strisce nere dei palloni di cuoio di quell’epoca. Non possiamo che ringraziare l’azienda in questione per aver partorito uno dei giochi più amati dei ragazzi della mia epoca e non solo.

Videogiochi

Oggi i tempi sono un pò cambiati. Nei vicoli non c’è più l’affluenza di un tempo. I videogiochi, i tablet, i cellulari all’avanguardia, sostituiscono sempre più il calcio di strada. E’ vero anche, che ci sono sempre meno spazi verdi nelle nostre città. Ma manca l’intuito di mettere a terra una coppia di sassi che formano una porta, e manca la voglia irrefrenabile di far rimbalzare sull’asfalto quel nostro grande amico dalla faccia arancione.

Il super Santos di Saviano

“Quando qualcuno immaginava un pallone, lo immaginava arancione, nero e con la scritta gialla. Immaginava il Super Santos. Un pallone con la vera dignità di un pallone, a un prezzo economico e una resistenza fuori dal comune. Si associava uno stato d’animo al Super Santos… Finivano ovunque i Super Santos, sui tetti, sui balconi, in scarpate, sugli alberi, dietro cancellate, infilzati su ringhiere, in mezzo agli scogli. La regola anche lì era inflessibile, ossia chi lancia il pallone fuori lo recupera”, tutte benedettamente vere queste parole tratte da un racconto di Roberto Saviano dal titolo, appunto, ‘Super Santos’.

Un domani più o meno lontano, anche chi ha ‘ferito’ di Super Santos, toccherà ‘perire’ di Super Santos, magari nei caldi pomeriggi di un estate napoletana, quando la luce di quelle giornate ci darà quella ‘botta d’abbattimento’. Quel ragazzino che negli anni novanta appendeva palloni e pregava la signora per riaverlo indietro, sarà lo stesso che ci verrà a bussare. Avrà le nostre sembianze, avrà lo stesso effetto di come se volessimo riavvolgere il nastro e magari, guardando gli occhi di quello ‘scugnizzo’ che ci implora, vedremo in lui la nostra adolescenza e la nostra spensieratezza dei bei tempi andati. Una grande iniezione di poesia ad una gioventù sempre più radicata nel più profondo materialismo. Dare un Super Santos ai giovani d’oggi, è come invitarli a scartare un pacco contenente la più pura delle felicità. Lunga vita a te amico mio.

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