Il Mattino: “Euro 2032, rivoluzione Maradona: 63.300 posti, niente pista e tribune più vicine. Ecco il nuovo stadio”

Centoventi requisiti da rispettare e una corsa contro il tempo per trasformare il progetto in realtà. Napoli punta a conquistare uno dei cinque posti italiani per Euro 2032 e il futuro dello stadio Diego Armando Maradona passa da una riqualificazione profonda: capienza aumentata a 63.300 spettatori, eliminazione della pista d’atletica, gradinate più vicine al terreno di gioco, skybox, nuovi spazi per media e broadcaster e un impianto destinato a diventare autosufficiente dal punto di vista energetico e idrico.
Come racconta Luigi Roano su Il Mattino, il Maradona dovrà soddisfare i 120 requisiti richiesti dalla UEFA, suddivisi in diverse aree: servizi per i tifosi, accessibilità, sostenibilità, servizi per media e broadcaster, sicurezza e ospitalità. Il progetto presentato risulterebbe, almeno sulla carta, in linea con le richieste. Adesso, però, arriva la parte più delicata: aprire i cantieri e rispettare il cronoprogramma che prevede il completamento degli interventi nel 2030.
Maradona, investimento da 203 milioni
A Palazzo San Giacomo viene sottolineato come gli interventi previsti siano soprattutto di ammodernamento e non di carattere strutturale, circostanza che dovrebbe rendere più agevole l’esecuzione.
La gara per la progettazione esecutiva, qualora Napoli venga scelta come sede della manifestazione, dovrebbe partire entro la fine dell’anno o al massimo all’inizio del 2027.
Il Comune potrebbe comunque accelerare indipendentemente dall’esito della candidatura a Euro 2032, considerando la presenza di un piano di fattibilità economica completamente finanziato e autorizzato da 203 milioni di euro.
Luigi Roano su Il Mattino spiega inoltre che l’impatto dei lavori sul quartiere di Fuorigrotta dovrebbe essere contenuto grazie all’utilizzo di numerosi elementi prefabbricati. Diverse componenti del nuovo Maradona saranno realizzate lontano dallo stadio per poi essere trasportate e montate direttamente nell’impianto.
Lo stesso principio sarà applicato alle nuove fondamenta: i pali d’acciaio verranno prodotti esternamente e successivamente portati nell’area di piazzale Tecchio.
Via la pista d’atletica, gradinate più vicine al campo
Una parte degli interventi è già cominciata con i lavori per la riapertura del terzo anello. Sarà proprio quest’ultimo a ospitare, di volta in volta, gli spettatori del primo anello durante la fase in cui quest’ultimo verrà abbattuto.
La trasformazione cambierà radicalmente l’aspetto del Maradona.
La pista d’atletica verrà eliminata, la visuale dovrebbe diventare completa da tutti i settori e le gradinate saranno avvicinate sensibilmente al terreno di gioco. L’obiettivo è realizzare un impianto maggiormente concepito per il calcio e in linea con le richieste UEFA.
Uno stadio autosufficiente
Grande attenzione anche alla sostenibilità.
Il progetto prevede oltre 5.300 metri quadrati di pannelli fotovoltaici integrati, con una produzione stimata superiore a 1.755.463 kWh all’anno e un risparmio quantificato in circa 377 tonnellate di CO2 ogni anno.
L’obiettivo è creare una vera comunità energetica dalla quale possa beneficiare anche il quartiere di Fuorigrotta.
È previsto inoltre un sistema per il recupero delle acque piovane in grado di raccogliere e riutilizzare più di 25 milioni di litri d’acqua all’anno per usi non potabili.
L’80% dei tifosi potrà arrivare con i mezzi pubblici
Altro punto fondamentale è l’accessibilità.
Come evidenzia Luigi Roano su Il Mattino, il progetto punta sulla posizione dello stadio e sui collegamenti attraverso quattro linee: Linea 1 e Linea 6 del Comune, Cumana della Regione e Linea 2 delle Ferrovie dello Stato.
Secondo le previsioni, l’80% degli spettatori potrà raggiungere l’impianto utilizzando il trasporto pubblico. Saranno disponibili sette fermate della metropolitana entro un raggio di 1,5 chilometri e viene indicata anche la possibilità di un collegamento diretto tra aeroporto e stadio in circa 14 minuti.
Per media e broadcaster saranno invece messi a disposizione complessivamente 4.000 metri quadrati di spazi.
Capienza a 63.300 e 36 skybox
Uno degli interventi più significativi riguarderà la capienza.
Con la riqualificazione e la riapertura del terzo anello, il Maradona dovrebbe passare dagli attuali 54.732 a 63.300 posti, con circa novemila posti aggiuntivi tra curve e Distinti.
Saranno inoltre realizzati 672 posti destinati agli spettatori con disabilità.
La trasformazione coinvolgerà anche l’attuale tribuna centrale, dove sono previsti 36 skybox da 16 posti ciascuno, per un totale di 576 spettatori nelle aree premium. Gli ambienti comprenderanno spazi hospitality, bar e ristoranti, oltre alle zone affacciate sul campo attraverso grandi pareti vetrate.
Come sottolinea ancora Luigi Roano su Il Mattino, la sfida adesso sarà trasformare numeri, rendering e progetti in opere concrete. Napoli punta a entrare tra le cinque città italiane di Euro 2032 e il Maradona del futuro è già disegnato: 63.300 posti, niente pista d’atletica, tribune più vicine al campo e un investimento da 203 milioni di euro.
