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Il corriere celebra il terzo goal del Napoli: 19 passaggi e tutti i calciatori coinvolti. [VIDEO]

Dal Sacchismo al Sarrismo il calcio è azzurro

Il calcio nella sua espressione più alta. Il 3-0 di Hamsik: 50 secondi e 19 passaggi e tutti i calciatori coinvolti, incluso Reina. Nella rete segnata da Hamsik a Cagliari lo spot del gioco spettacolare del Napoli. Il tiki-taka è la grande bellezza degli azzurri. Il Sacchismo cede il passo al Sarrismo. Ecco cosa scrive il Corriere dello Sport:

IL SARRISMO

Il corriere dello sport celebra il terzo goal del Napoli, lo definisce il “manifesto del Sarrismo”. Scrive  il giornale:…E pensavano, tutti, al Sant’Elia e dinnanzi al televisore, d’essere al cospetto di un elegante (o forse un po’ stucchevole, chissà?) palleggio: che sembrasse tiki-taka, che avesse tracce d’Olanda, che si potesse avvicinare al «Sacchismo», che si definisse, eh sì, una volta e per sempre, Sarrismo, sarebbe divenuto persino ozioso esercizio dialettico.

IL 3-0 DI HAMSIK: 50 SECONDI E 19 PASSAGGI E TUTTI I CALCIATORI COINVOLTI

E però in quei cinquanta secondi in cui sarebbe nato e cresciuto lo 0-3 del Napoli a Cagliari, invece, c’era il calcio elevata ad arte, il manifesto sontuoso d’una Idea plasmata a immagine e somiglianza di chi ha scelto di tentar di avviare una rivoluzione, ma offrendosi quasi naturalmente nella sua Grande Bellezza condensata in 50 secondi e 19 passaggi e tutti i calciatori coinvolti, incluso Reina.

Il 3-0 di Hamsik: 50 secondi e 19 passaggi e tutti i calciatori coinvolti.

IL CALCIO NELLA SUA ESPRESSIONE PIÙ ALTA

CIAK. Il calcio nella sua espressione più alta, la magìa di un attimo (cosa sono cinquanta secondi?) che avrebbero rapito, l’estasi di quelle forme accattivanti, dell’allegria contagiosa, d’una felicità di essere se stesso (e cioè il Napoli) e di denudarsi nella propria, onirica dimensione. Eppure, alla prima scena, si sarebbe per una frazione di secondo piombati nella normalità quasi didascalica, ignari d’essere invece prossimi al capolavoro stilistico avviato dal (cieco) furore agonistico di Allan, un demonio schizzato tra i piedi di Hamsik per strappargli non il pallone ma le certezze. E da lì, in poi, come in un romanzo per Grandi e Piccini (se potete andatevelo a rivedere) il football di Sarri, del Napoli, avrebbe avuto le vaghe sembianze della genialità sviluppata attraverso ogni suo interprete (undici su undici, e nessuno escluso) e ri­finita quasi ballando tra le stelle o tra i goliardici rimpianti di Sarri: «Sarebbe piaciuto toccarla anche a  me».

 

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