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Gianni Brera e Napoli: le cene a piazza Dante e la scazzottata con Gino Palumbo. Lo scirocco contro il Napoli e il duello interrotto…

Il padre del vero giornalismo sportivo oggi avrebbe compiuto 98 anni

Gianni Brera e Napoli. A Bergamo ebbe luogo la scazzottata con Gino Palumbo. Il conte Antonio Scotti di Uccio sfidò a duello il giornalista.

di: Gregorio Di Micco e Francesco Pollasto

GIANNI BRERA, IL TOP DEI GIORNALISTI SPORTIVI

L’8 settembre 1919, quindi 98 anni fa, nacque a San Zenone Po, in Lombardia, Gianni Brera, unanimamente riconosciuto come il più grande giornalista sportivo italiano. Scriveva di calcio in maniera letteraria, usava un linguaggio colto e ricercato, inventava nomignoli tuttora ancora usati (Riva, Rombo di Tuono; Gianni Rivera, Abatino; Pulici, Puliciclone).

BONINSEGNA DETTO BONIMBA

Un giorno Brera vide al circo un clown che si chiamava Bagonghi e disse: “questo corre come Boninsegna” così nelle sue cronache prese a battezzare Bonisegna come “il nano Bagonghi” la cronaca del tempo ne creò una crasi e nacque il mitico nome di Bonimba (ovvero Bonimbagonghi come lo chiamava Brera).

DALLA GAZZETTA AL GUERINO

Da ragazzo aveva indossato la maglia del Vittoria ed era stato convocato nella rappresentativa allievi. Scrisse numerosi libri di calcio. Si infilò anche in altre esperienze letterarie tra cui Il (Corpo della ragassa) da cui fu tratto un film. Giovanissimo diresse la Gazzetta dello Sport, poi preferì dedicarsi solo alla scrittura girovagando tra molti giornali tra cui Il Giorno, Guerin Sportivo, Repubblica, Il Giornale.

Gianni Brera e Napoli: le cene a piazza Dante e la scazzottata con Gino Palumbo. Lo scirocco contro il Napoli e il duello interrotto...

LA SCAZZOTTATA CON GINO PALUMBO

Famose le sue liti con Gino Palumbo, esponente della scuola giornalistica napoletana. La loro rivalità era talmente accesa che una domenica, nella tribuna stampa di Bergamo, fecero a pugni.

PALUMBO L’UNICO RIVALE DI BRERA

Gino Palumbo rivoluzionò il giornalismo italiano con il passaggio a una titolazione d’impatto e a un linguaggio asciugato dalla retorica, con una nuova organizzazione del lavoro in redazione, con uno stile diverso che valorizzava il retroscena e l’uomo dietro un’impresa sportiva. Era nato il 10 gennaio 1921, a Cava de’ Tirreni, cittadina in provincia di Salerno, ed era rimasto sempre molto legato, addirittura innamorato, con il territorio di origine anche se amava definirsi napoletano. Prima della Gazzetta, aveva lavorato dal 1949 al Mattino di Napoli, aveva fondato nel 1953 SportSud, era stato vice direttore del Corriere della Sera, chiamato nel 1962 da Alfio Russo ad occuparsi delle pagine sportive, dove dal 1974 diresse il Corriere d’Informazione. Gino Palumbo ci lasciò il 29 settembre 1987.

Gianni Brera e Napoli: le cene a piazza Dante e la scazzottata con Gino Palumbo. Lo scirocco contro il Napoli e il duello interrotto con il conte Uccio

IL DUELLO INTERROTTO

A causa di un articolo di fondo, apparso sul giornale concorrente Roma, e in seguito a una lunga polemica a distanza Palumbo fu sfidato all’ultimo duello della storia del giornalismo italiano dal conte Antonio Scotti di Uccio, che guidava la redazione sportiva del Roma. Il duello si svolse regolarmente, ma fu rapidamente interrotto.

L’ARTICOLO DI BRERA IN MEMORIA DI PALUMBO FU UN MOMENTO ALTISSIMO DEL GIORNALISMO ITALIANO

E’ MORTO Gino Palumbo, direttore editoriale della Gazzetta dello sport, dopo lungo e penoso martirio, Scrive Brera: “…non ti ho mai lesinato la mia stima: chi ti ha indicato con maggior calore e sincerità al direttore editoriale della rosea nel ‘ 76 sono stato io; naturalmente precisando, anche di fronte a te, che non sarei rimasto un minuto in una tua redazione. Queste cose riscrivo ora perché nessuno mi prenda per ipocrita. Conservo il tuo ultimo abbraccio scritto come un segno di docile e generosa bontà. Addio, bravo collega. Ti sia lieve la terra”.

Gianni Brera e Napoli: le cene a piazza Dante e la scazzottata con Gino Palumbo. Lo scirocco contro il Napoli e il duello interrotto...

GIANNI BRERA E NAPOLI: LE CENE A PIAZZA DANTE

Quando veniva a Napoli da inviato, si recava quasi sempre da Dante e Beatrice in Piazza Dante, il suo ristorante preferito. Tra i vini campani amava il Gragnano. Sosteneva che era difficile per il Napoli raggiungere risultati di rilievo per colpa dello scirocco.

PRESTISIMONE IL GRANDE AMICO DI BRERA

Il suo più grande amico e collega napoletano era Guido Prestisimone che condivideva la sua impostazione tattica preferita (difesa e contropiede, ovvero calcio all’italiana). Morì nel 1992 in un incidente stradale al ritorno da una cena tra amici. I giovani giornalisti, o coloro che aspirano a diventarlo, non possono esimersi dal leggere le sue cronache ed i suoi commenti riportati in molti libri ancora ben venduti.

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