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Il riposo del guerriero, forzato. Antonio Conte guarderà il Napoli dall’alto per due giornate, dopo la pesante sanzione inflitta dal giudice sportivo in seguito all’espulsione rimediata a San Siro. Due turni di squalifica e 15 mila euro di multa per una condotta giudicata gravemente irriguardosa nei confronti degli ufficiali di gara. Come ricostruisce Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, il tecnico salterà le sfide contro Parma e Sassuolo, ma senza drammi: quando in panchina c’è Stellini, il Napoli vince quasi sempre.
Il comunicato del giudice sportivo parla chiaro: Conte avrebbe rivolto «espressioni ingiuriose agli ufficiali di gara», reiterando il comportamento anche nel tunnel degli spogliatoi, con atteggiamento intimidatorio nei confronti del quarto ufficiale. Un provvedimento severo che costringerà l’allenatore a soffrire dal box, come già accadde nella notte più dolce, quella dello scudetto conquistato battendo il Cagliari. Ora non c’è un titolo da festeggiare, ma c’è l’obbligo di restare agganciati a Inter e Milan e di allungare su Roma e Juventus, sottolinea Vincenzo D’Angelo della Gazzetta dello Sport.
Conte tornerà a guidare la squadra in Champions League a Copenaghen e soprattutto domenica 25 gennaio a Torino, contro la “sua” Juventus. E c’è da scommetterci: sarà più carico che mai.
Grande con le grandi
Il 2-2 di San Siro ha regalato al Napoli un’ennesima iniezione di fiducia. Una prestazione che ha confermato la crescita mentale della squadra, capace di reggere l’urto anche contro le migliori. Questo Napoli ha una consapevolezza che va oltre lo scudetto sul petto e sembra non risentire dell’emergenza continua che lo accompagna da due mesi. Merito dello spirito ritrovato dopo la figuraccia di Bologna e di un sistema di gioco – il 3-4-2-1 – che ha restituito compattezza e solidità, come evidenzia ancora Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport.
Ma soprattutto, merito dell’esplosione di Rasmus Hojlund. Il danese è il nuovo diamante lucidato dalla cura Conte. Nell’ultimo mese e mezzo è stato dominante nei big match: assist contro la Roma, doppietta decisiva contro la Juventus, poi le prove devastanti in Supercoppa contro Milan e Bologna. E ancora, la fisicità che ha fatto sbandare Lazio e Inter, le migliori difese della Serie A. Una trasformazione che ha reso Hojlund uno dei simboli della riscossa azzurra.
Nuova vita
Mai oltre i dieci gol in un campionato prima d’ora, Hojlund sta riscrivendo i suoi numeri. Con l’Atalanta si era fermato a nove reti, al Manchester United aveva toccato quota dieci due stagioni fa. Oggi è già a sei gol in 15 presenze in Serie A. E i dati raccontano molto altro: tra i giocatori con più di cinque gol, solo Pulisic ha una percentuale realizzativa migliore (29% contro il 27% del danese). Otto partecipazioni attive tra gol e assist, già il doppio rispetto all’ultima Premier League. Numeri che Vincenzo D’Angelo della Gazzetta dello Sport utilizza per certificare l’impatto devastante del centravanti.
Hojlund è il capocannoniere del Napoli in campionato e condivide il primato stagionale con McTominay grazie alla doppietta contro lo Sporting. È cresciuta anche la sua pericolosità: più tiri, più conclusioni nello specchio, più occasioni create. Un uragano che ora si è preso il Napoli sulle spalle e guarda anche alla classifica cannonieri.
Riecco Neres
Oggi Rasmus potrebbe beneficiare dei cross di Mazzocchi e Olivera, le due novità sulle fasce pensate da Conte. E potrebbe ritrovare l’appoggio di David Neres, tornato tra i convocati dopo aver saltato Verona e Inter. Il brasiliano partirà dalla panchina, ma resta un’arma pronta. In attacco guida ancora Hojlund: il nuovo leader del Napoli che sogna la rimonta scudetto.