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Calcio Napoli

Gazzetta dello Sport: “Napoli, piede fuori dalla Champions: a Copenaghen è notte fonda”

Il Napoli ha un piede fuori dalla Champions League. Se non riesce a battere un Copenaghen modesto e in dieci uomini per oltre un’ora, diventa difficile immaginare un epilogo diverso nell’ultima giornata contro il Chelsea. È l’analisi durissima di Sebastiano Vernazza, inviato a Copenaghen per la Gazzetta dello Sport, che fotografa senza sconti la situazione degli azzurri.

Formalmente il Napoli è ancora dentro i playoff grazie al 23° posto, ma la classifica resta fluida e le partite in programma possono cambiare tutto. E anche un’eventuale vittoria contro il Chelsea, mercoledì 28 al Maradona, potrebbe non bastare. «A dirla tutta – scrive Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta dello Sport – questa squadra non meriterebbe l’accesso agli spareggi», alla luce di una prima fase europea definita «orrenda».

I numeri sono impietosi: un solo punto raccolto in quattro trasferte, proprio il pareggio del Parken Stadion, maturato in un contesto che lo rende assimilabile a una sconfitta. Le numerose assenze non bastano a giustificare la figuraccia in Danimarca. Dal 35’ del primo tempo, infatti, il Napoli ha giocato con l’uomo in più per l’espulsione di Delaney e aveva tutti i mezzi per portare a casa la vittoria. Come sottolinea ancora Sebastiano Vernazza della Gazzetta dello Sport, i contiani hanno sfruttato subito la superiorità con il gol di McTominay, uno dei pochissimi azzurri considerati all’altezza del palcoscenico Champions, ma nella ripresa sono riusciti persino a farsi rimontare.

Il Copenaghen ha impostato la gara su un piano fisico e ruvido, con un 4-4-2 di stampo nordico anni Ottanta. Il Napoli ha provato a far valere la maggiore qualità tecnica, rendendosi pericoloso con Vergara, Lobotka e Di Lorenzo, mentre Hojlund – fischiato come ex indesiderato – ha tentato senza fortuna dalla distanza. Il momento chiave arriva poco dopo la mezz’ora: Delaney entra durissimo su Lobotka, viene prima ammonito e poi espulso dopo l’intervento del Var. Neestrup ridisegna il Copenaghen con un 5-3-1, ma la mossa dura poco: sul corner di Elmas, McTominay svetta trasformandosi in “McTower” e firma l’1-0.

Nella ripresa, però, accade l’incredibile. Nonostante l’uomo in più, il Napoli soffre le ripartenze e concede il pari. Prima il Copenaghen sfiora l’1-1 con Madsen, poi Buongiorno commette il fallo decisivo in area. Milinkovic-Savic para il rigore a Larsson, ma sulla respinta lo stesso attaccante segna. L’1-1 non cambia più. Conte prova il tutto per tutto con il 4-2-4 e un attacco affollato, ma produce solo un colpo di testa di Olivera neutralizzato da Kotarski. Troppo poco per vincere, come evidenziato ancora da Sebastiano Vernazza sulle colonne della Gazzetta dello Sport.

Il quadro finale è allarmante: involuzione mentale e tecnica, gioco prevedibile, squadra scarica e apparentemente rassegnata. L’unica certezza resta McTominay, arrivato al nono gol stagionale. Per il resto, il Napoli appare consumato, quasi alla fine di un ciclo. Sebastiano Vernazza, inviato della Gazzetta dello Sport, invita a non rifugiarsi nell’alibi degli infortuni: contro un Copenaghen fermo da oltre un mese per la pausa del campionato, c’erano abbastanza qualità per vincere. E questo rende il pareggio ancora più pesante.

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redazione