Gazzetta dello Sport: “Napoli, Allegri frena sulla difesa a tre: gli infortuni cambiano i piani. Si torna all’antico”

NAPOLI – La difesa a tre può aspettare. Massimiliano Allegri aveva sfruttato la sosta per studiare soluzioni differenti e mettere nel cassetto qualche alternativa tattica, ma l’emergenza infortuni ha finito per modificare nuovamente i programmi. Il Napoli dovrebbe quindi ripartire dalle proprie certezze, con la linea a quattro e un sistema già assimilato dalla squadra.
Come racconta Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, durante queste settimane Allegri aveva pensato anche a una possibile svolta. Con una decina di giocatori impegnati con le Nazionali e più di mezza dozzina di elementi in infermeria, il tecnico aveva lavorato sulle alternative a disposizione, compresa la possibilità di passare dal tridente a una difesa composta da tre centrali.
Difesa a tre, il progetto finisce nel cassetto
Il progressivo ritorno di Beukema su livelli rassicuranti aveva fornito ad Allegri un’opzione ulteriore. A seconda delle necessità, anche Di Lorenzo oppure Olivera avrebbero potuto contribuire alla costruzione del nuovo assetto.
Poi, però, è arrivato l’infortunio di Costantino Favasuli.
L’esterno si era fatto notare soprattutto entrando a partita in corso sulla fascia destra, garantendo corsa, energia e imprevedibilità. Il problema rimediato con l’Under 21 rischia adesso di tenerlo lontano dal campo per circa un mese e mezzo.
Secondo Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, proprio lo stop di Favasuli ha contribuito a far accantonare momentaneamente il progetto della difesa a tre. In un periodo nel quale il Napoli dovrà disputare nove partite tra campionato e Champions, Allegri preferisce affidarsi a concetti già conosciuti piuttosto che insistere sugli esperimenti.
Napoli, si riparte con la difesa a quattro
L’idea è dunque quella di ritrovare un Napoli reattivo senza stravolgerne l’identità: difesa a quattro, due esterni pronti a spingere, probabilmente due mediani-playmaker incaricati di proteggere e costruire, una mezzala e due ali larghe a sostegno di Hojlund.
Il problema principale continua a essere rappresentato dall’infermeria.
L’ultimo ad aggiungersi alla lista è stato Mathias Olivera, costretto a rientrare dagli impegni con l’Uruguay a causa di una lesione muscolare di lieve entità.
Qualche segnale positivo, però, comincia ad arrivare.
Meret migliora, Spinazzola c’è
Meret sta meglio e già alla ripresa degli allenamenti sarà possibile comprendere quali possibilità abbia di tornare a disposizione contro il Frosinone.
Spinazzola è invece disponibile, mentre Marianucci sembra nelle condizioni di candidarsi al rientro, anche se sarà necessaria la valutazione dello staff medico.
Come sottolinea Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, Allegri potrebbe dunque apportare qualche modifica senza cambiare radicalmente struttura. Una delle possibilità riguarda proprio Spinazzola sulla corsia sinistra.
Rrahmani intoccabile: rinnovo fino al 2029
Se gli uomini e il sistema possono cambiare, una certezza rimane: Amir Rrahmani.
Il difensore ha disputato tutte le prime cinque partite della stagione, collezionando 450 minuti su 450, e resta il leader del reparto arretrato.
Il suo rinnovo fino al 2029 è definito e attende soltanto di essere annunciato.
Rrahmani è diventato progressivamente uno dei punti di riferimento del Napoli a partire dal 2020, imponendosi anche grazie alla propria personalità fino ad assumere il ruolo di leader silenzioso della retroguardia.
E per lui l’eventuale passaggio da una difesa a quattro a una linea a tre non rappresenterebbe comunque un problema.
Per il momento, però, Allegri sembra intenzionato a rimandare gli esperimenti. Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport evidenzia come, in una fase segnata continuamente dagli infortuni, la priorità sia sviluppare più rapidamente principi già conosciuti, facendo correre pallone e idee.
La rivoluzione tattica può aspettare: il Napoli riparte dalle sue certezze e dalla difesa a quattro
